IL NULLA NULLEGGIA

Una volta andare in treno era praticamente impossibile rimanere in silenzio. Oltre al fatto che dominava ancora seriamente la lettura sia di quotidiani che di libri, cari libri vi amo, POTEVI FACILMENTE attivare una conversazione con i tuoi compagni occasionali di viaggio.

Potevi anche avere una tresca a sfondo sessuale negli scompartimenti con qualche tipa che faceva cadere apposta qualcosa per terra per fare vedere il decoltè o di che colore fossero le sue mutande.

Nel mondo moderno invece non succede, almeno dalle nostre parti, più NULLA di tutto ciò. NIENTE più scompartimenti, rare letture, poche tresche erotiche e poche conversazioni. Meno quelle ovviamente dei soliti cellulari che stanno fottendo generazioni di essere umani condannati alla solitudine e al NULLA.

IL NULLA NULLEGGIA, LUI NULLEGGIA. NOI NULLEGGIAMO. ESSI NULLEGGIANO.

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali, dal disagio sociale e la tematica giovanile. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, scrivere qualche riga qua e là su temi giovanili, personaggi femminili tragicomici e un po vintage, perchè mi piace così. Ad maiora

2 thoughts on “IL NULLA NULLEGGIA

  1. E’ verissimo adesso non si fa amicizia nè al bar, nè sul treno, nè in palestra, nè in altro posto. Sembra che tutti preferiscano stare incollati al loro cellulare. E la cosa non succede solo qui in Italia, al Nord dove vivo io, ma anche all’estero, mi sono trovata ad Amsterdam e Londra, e pure lì tutti seduti col cell in mano. Ho fatto viaggi in treno per ore e ore ( anche se non sono pendolare) per un periodo, e non ho mai conosciuto nessuno. Eppure avevo molta voglia di parlare e tutto il resto. Ma nessuno sembrava interessato ad altro che al proprio cell o portatile.
    Mi sembrava di stare in mezzo a dei morti. Di stare in un sogno muto e in un mondo disumano. Veramente terribile. Poi per me che sono del Sud dovermi di continuo contenere è frustrante.

    1. Ciao grazie per questo commento reale e spietato. Mi è molto piaciuta l’espressione “viviamo in un mondo di morti”. Perdonami se la userò in futuro per scriverci sopra qualcosa. Ciao e buona giornata!

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