CORAGGIO O RASSEGNAZIONE, SCEGLIERE!

D

All’ennesimo inizio di giornata viaggio lavoro e ritorno ad ore assurde a casa, per tornare poi domani a fare la stessa cosa in attesa del vicino quanto inutile fine settimana, viene da pensare a due cose:

1) ci ai rassegna a questa vita per fino alla fine dei nostri giorni

2) si combatte per evitarlo.

Per rassegnarsi non ci vuole poi molto, sai quello che hai, cerchi di fartelo piacere ricompensandoti con qualche cavolata giusto per darti un contentino. Colleghe con iphone X, ipad da 13″ e mac pro rosa shocking in borsetta ne vedo più di una. Lo appoggiano alle riunioni mettendoci il gomito sopra. Manco lo aprono. Guardano il loro smartphone che vale un mese di paga. Nessuno le chiama. Digitano per finta ad amici, morosi immaginari o consolano le loro corna. Il loro sguardo si perde languido a fissare il nulla, sorridono di circostanza. Danno una lucidata al coperchio del macbook rosa shocking. Ammiccata al cell, riso di circostanza. Fissazione del vuoto o sparlazzamento gossipparo alle spalle di qualche collega..o all’amante del marito moroso compagno. Ce ne son tante…non si riesce a crederlo.

La seconda opzione è quella di NON rassegnarsi e combattere per trovare vie al nulla. Tutte belle parole ma quanto coraggio ci vuole per sradicare il lavaggio del cervello che la società ben pensante e il sistema ci hanno inculcato da sempre e che condanna se vuoi fare l’originale.

Se non si ha né il coraggio di combattere né quello per rassegnarsi rimane una terza strada da percorrere. Probabilmente a senso unico. Però ci vuole coraggio, tantissimo.

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

17 thoughts on “CORAGGIO O RASSEGNAZIONE, SCEGLIERE!

    1. Ciao e grazie. Beh a guardare le mie colleghe e quelli che marciscono nella galera lavorativa senza sogni e senza scopo mi fanno scrivere sul tagliente. La terza strada? Audace, io per il momento ho altri obiettivi 😄

  1. La terza strada è il suicidio? Un po’ estrema…
    Mah… io sono un po’ stanco. Spesso penso che convenga scegliere la rassegnazione, tanto ho già 45 anni, ancora una trentina e me ne vado.
    Magari prima. Se proprio son sfortunato mi tocca una lunga vecchiaia, ma che sfiga…

    Cmq se il tuo problema è “solo” il lavoro, guarda che sembra impossibile ma invece è possibile trovare un posto più vicino a casa e più entusiasmante. E riuscire così a:
    1- avere più tempo per godere di una passeggiata al parco a osservare le foglie d’autunno
    2- godere anche delle ore di lavoro

    Poi per il resto… si sa che la vita ,salvo qualche giorno speciale, non è altro che un rientro dal lavoro per mangiare, cagare, guardare tv e dormire.
    O così oppure sempre così.

    Il modo migliore per amare questo piattume è avere una qualche disgrazia, una malattia. Ed ecco che la vita piatta e noiosa diventerà immediatamente la nostra massima aspirazione.

    1. Mi hai rifatto rileggere uno scritto vecchio che neanche mi ricordavo che esisteva. Ultimamente ho lasciato temi sociali per storielle cazzare e soft più divertenti. Si in effetti la terza via era il suicidio, ma devo avere scritto sra roba in un giorno di incazzamanto..

      1. E’ una scelta anche quella.
        Io detesto quei buonisti che si battono con tutte le forze (loro) contro il suicidio (degli altri) : si considerano dei paladini della vita, ma sono solo degli egoisti. E fanno i gay col culo degli altri.
        La medicina moderna, poi, permette queste atrocità peggiori delle torture medioevali: persone che hanno avuto gravissimi ictus vengono tenute in vita per anni e anni, allettate, completamente paralizzate. Per anni!!
        Continuamente guarite ogni volte che sopraggiunge un problema che potrebbe liberarle dalla tortura!

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