IN TRENO

Dai finestrini del treno le zolle della campagna sono grosse e secche dalla prolungata siccità. Ancore tutto è spoglio e brullo ma c’è nell’esposizione solare e nell’aria un antico sapere che precede la primavera. È bello sentirlo, un senso di dolcezza e pace. Sarà l’ora del pomeriggio.

Sui sedili davanti di me una ragazza liceale si lamenta che Pippo, nome di fantasia, è uno stronzo e che Gina, nome di fantasia, è falsa e dai facili costumi. Come ha osato corteggiare Pippo?

Sul sedile destro un signore dorme con la bocca aperta, altrove tanti cellulari e pochi libri non fanno decollare nessun discorso.

Le liceali scendono ad una stazione anonima e vanno per la loro vita. Verso qualche altro Pippo. Le cornacchie si posano sulle antenne delle case e scrutano l’orizzonte.

Pomeriggio.

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

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