IL CRIMINE DELLA SVEGLIA IN PIENA NOTTE E DEL LAVORO IN GENERE

Nel cuore della notte, nelle tenebre più fitte, tra la nebbia che si infila sotto le imposte della finestra, la porta, la nostra vita, suona la sveglia. La maggior parte delle volte neanche serve perché l’inconscio ti fa svegliare qualche minuto prima che suoni. E’ una cosa che dicono derivi dall’istinto primordiale dell’essere umano, quello che la modernità, la tecnologia e lo stress non sono riusciti a sradicare del tutto. Non possono.

Io mi chiedo che cosa ci sia di più crudele di una sveglia così. Non lo fai per andare a spasso, in gita, a sciare, al mare, a passeggiare, a fare jogging, lo fai per andare a lavorare. Nel mio caso per prendere un autobus, il primo della giornata, unico utente del mezzo, Per prendere un treno e farmi due ore di viaggio in paesaggi da nulla assoluto, per andare a lavorare.

Per andare a lavorare. Il lavoro nobilita l’uomo, NO! Lo schiavizza, lo umilia, gli fa perdere anni e anni di vita per poi lasciarlo morire con quattro soldi in tasca di pensione. Che cavolo te ne fai della pensione e della libertà quando hai perso gli anni migliori della vita? Partirai per il viaggio della tua vita quando non ne hai mai fatto uno o non te lo sei goduto perché avevi il tempo contato..in attesa di tornare schiavo di una sveglia?

E’ questa la vita? Davvero tutto qui? Aspettare il falso fine settimana o i due o neanche quelli, giorni di riposo per avere il tempo di andare a pagare le bollette o fare finta di rilassarsi? Spesso piove o c’è qualche altra sfiga che troneggia come una spada di Damocle. Aspettiamo le vacanze quando, grazie al fatto che abitiamo in uno dei paesi più costosi del mondo, grazie speculatori dell’euro, non abbiamo soldi a sufficienza per fare quello che vorremmo?

Possiamo fare quello che vogliamo se il tempo è sempre contato e stai là a contare i giorni di libertà prima di tornare al comando della sveglia e del lavoro?

No amici, non deponiamo le armi. Chi si ferma è davvero perduto.

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9 pensieri su “IL CRIMINE DELLA SVEGLIA IN PIENA NOTTE E DEL LAVORO IN GENERE

  1. Sono una privilegiata perché ho fatto sì no a una pensione anticipata un lavoro che mi hai emozionato con persone straordinarie.
    La sveglia ha suonato il figlio cresciuto da sola è stato un grosso fardello da portare avanti ma ho sempre mantenuto con il mio lavoro la mia autonomia e la mia dignità e credo che prima di tutto sia necessario anche facendo lo spazzino dico per dire trovare uno spiraglio che possa riscattarci da questa schiavitù quotidiana.
    Dobbiamo farlo con coraggio perché questo ci tocca Insomma se vogliamo dobbiamo vivere al meglio…
    Shera

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  2. Che articolo triste… è vero, per alcune persone la vita è davvero così ma è molto, troppo triste perché lo si accetti, perché si possa permettere che continui così, fino alla fine del nostro tempo.
    Io mi auguro con tutto il mio cuore che tu possa trovare uno spiraglio, un modo per far somigliare la tua vita a te stesso, perché la vita non è questo, la vita può essere meravigliosa.

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      1. Forse,
        io trovo che la vita sia meravigliosa e non perché non ci accade mai nulla di brutto e robe simili, non esiste una persona al mondo che non abbia un qualche dolore profondo, che non abbia incontrato, almeno una volta nella vita qualche difficoltà. La vita è difficile ma è meravigliosa per questo. E’ nell’oscurità più fitta che la candela può brillare e la vita è così piena di candele se uno solo vuol guardare!
        Ricordo un mio San Valentino di tanti anni fa.
        Vivevo a Milano (ora sono in provincia di Monza), facevo la segretaria, il mio lavoro non mi dava soddisfazioni, in ufficio non mi trovavo bene e tornavo a casa stravolta dalla stanchezza specialmente emotiva. Entravo in ufficio alle 8 e dalla mia finestra vedevo solo il muro del cortile e uscivo dall’ufficio alle 19, quando ormai il sole era tramontato.
        Allora frequentavo una scuola di recitazione e dopo il lavoro, quel San Valentino, andai a lezione (finivo alle 23 e il giorno dopo la giostra si rimetteva in moto). Quel San Valentino ero particolarmente sola. La mia storia d’amore si era rivelata un disastro completo già l’anno prima, la mia famiglia era in Puglia, mia terra d’origine, mi sentivo sola e isolata e proprio per questo decisi che avrei celebrato l’amore con più entusiasmo e forza dentro di me. Io ero piena d’amore e non avrei permesso a nulla e nessuno di soffocare questo sentimento.
        Mentre andavo a lezione incontrai una ragazza, sembrava più disperata di me, le feci gli auguri e lei me li ricambiò. Non ricordo neppure il suo volto, solo la camminata sghemba, la pelle candida, l’aria un po’ persa e il suo sorriso, per quell’augurio. Per un attimo le nostre anime di sono aperte e toccate, ci siamo date calore, un calore vero che ancora oggi mi rende felice.
        La vita è così, è fatta di tante piccole candele accese nel buio, però, se continueremo a vedere solo il buio non le vedremo mai.
        Penso che, in fondo, il confine tra ricchezza e povertà sia questo, o no?
        Un abbraccio e grazie per avermi fatto pensare a quel bellissimo momento.

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      2. Una bella storia la tua da leggere anche più di una volta, Irene. Anche se l’essere umano per sua natura tende a brontolare 24 ore su 24, a volte davvero succedono tante di quelle cose che, avendo occhi per vederle, ci lasciano incantati. Ciao, Albert

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