ESTATE AMORE

E’ una cosa logica, scientifica e matematica che in questo strano fine febbraio, con questo sole e questo tempo mite, non su finisca con il pensare all’estate.

Succede che…fissando il paesaggio che corre veloce davanti gli occhi dai finestrini del solito treno regionale, ti accorgi, ancora scioccato dalla levataccia inumana delle 5 di mattina, che qualcosa sta cambiando rispetto ai primi giorni di gennaio, per esempio. (Terribile il passaggio dalle festività natalizie al nulla invernale senza luci).

Succede insomma che noti che si fa sempre più chiaro, da est il sole sorge prima e illumina il profilo delle montagne e più lontano la costa del mare. Le nevi ancora presenti sulle vette fanno bella mostra di sé, lo scintillio del mare pure anche se non lo si vede distintamente. Ma lo si può immaginare.

Ieri, all’ora di pranzo, mentre mi mangiavo un panino nel giardinetto accanto la chiesa, nell’ora di libertà..libertà sempre parola magica, alcuni uccellini si erano messi a beccare le briciole sotto la panchina e a cantare su un albero spelacchiato nelle vicinanze. Una scena da film: l’uomo solitario, ignorato, che da le briciole agli uccelli ricordando i bei tempi e..e…..

A me questo periodo dell’anno, che adoro, fa venire in mente i primi caldi, quando si bigiava la scuola e non la si subiva, quando un tenero sorriso e uno sfiorio di emozioni dava senso a certe giornate molto più giovanili di quelle di oggi. Le emozioni, l’odore, il ricordo …

…di lei. O di altre lei. O del mito dell’estate libera, della libertà di non avere responsabilità, di vivere al meglio giornate che all’epoca erano lunghissime, non finivano mai, erano piene di emozioni. La vita non era fugace, anche aspettare una palla di gelato appoggiarsi su un cono e riceverlo in mano avvolto da un fazzoletto aveva una sua attesa. e te lo gustavi, oggi lo mangiamo con più indifferenza. Sono anche più buoni, nulla da dire, un tempo c’erano pochi gusti, ma come dire…

…Una strano lavaggio del cervello ci dice che tutto quello che accadeva una volta era meglio. Senza cellulari era meglio, senza whatsapp era meglio, senza internet era meglio, non potevo farmi i cavoli degli altri a meno che non mi mettevo ad origliare il telefono di casa con la probabilità di un calcio nel sedere, il solito esempio del gettone della Sip, le famiglie, unità, la vecchia LIRA (si, su questo sono d’accordo) e blabla.

Se devo dire la mia, tutto vero in parte. Si cerca sempre di mitizzare quello che non possiamo più avere. Era bello davvero tutto quello che ci sembra fosse bello?

Forse era bello perché si era più giovani. Goditi la gioventù finchè ce l’hai, mi dicevano i vecchi. Ovviamente all’epoca non ci davo caso oggi…ovviamente avevano ragione al 100%.

Ma l’amore, la morosa, il primo amore, quello che portavi sugli scogli a guardare il tramonto e fare e sentire promesse che non si sarebbero potute avverare? Questo è ciò che conta quando il sole ci bacia il viso con la sua energia…

…ricordare un mondo irreale, che vive solo nella mente e nel cuore e deve restare lì (oppure vederlo nella realtà, esempio su Facebook, e fare naufragare tutti i bei ricordi, si può fare anche così per farsi male. eh l’uomo lo vuole..la curiosità fa più danni che altro).

W il tardo inverno, W la libertà, W i sogni!

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