Chi non muore si rivede si dice e si dice bene. Ormai le ombre invernali sono finite e il sole tiepido del primo mattino irrora la pianura E in questo tempo dell’anno la fa rosso sangue, quello dei papaveri rossi. Non è difficile addormentarsi al tutumm tutumm, vista la levataccia e ai risvegli intermittenti non succede nulla di che, ma non oggi. Come un flash davanti a me, seduta con lo zaino in mano c’era lei.

Lei, la ragazza misteriosa della stazione minore. Quella strana meravigliosa presenza accanto a cui nessuno per qualche strano motivo osava sedersi. Quella ragazza cui molta gente, per lo più giovani di sesso femminile, dedicavano epiteti e commenti poco gentili. Ehi guarda quella la, chi pensa di essere, chissà da dove viene, se la deve tirare alla grande. Sicuro è una sgualdrina(altro termine più strong).

Lei, giacca di pelle nera, anfibi neri, senza cellulare, senza lettore mp3, senza nulla di moderno, tiene le mani sulle ginocchia e fissa dal finestrino le luci del mattino di maggio e la distesa di papaveri rossi e pioppi, che quasi come colonna di soldati si snodano all’estremo orizzonte, arrossati di sangue, come la canzone di Fabrizio de André. Che caso straordinario. Adesso lei guarda nella direzione opposta, vedo che fissa qualcuno, più di uno. Sostiene lo sguardo con sfida. Poi torna a guardate i papaveri rossi che corrono fuori dal finestrino, timidi, misteriosi, eterei. Passa a guardarsi le mani, unghie senza lacca, semplici.

Chiude gli occhi, forse dorme, forse pensa. Si passa una mano tra i capelli, borbotta una cosa incapibile. Si arriva ad una stazione maggiore, batte gli anfibi a terra come a richiamare l’attenzione, si alza, si sistema lo zaino sulle spalle. Mi dà uno sguardo indifferente, scende e se ne va verso il suo destino.

Il viaggio prosegue, la campagna con la distesa di papaveri rossi si snoda all’infinito. E corre, corre come il nostro tempo e la nostra vita. Un attimo speciale.

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9 pensieri su “UNA MISTERIOSA RAGAZZA IN UN PAESAGGIO DI PAPAVERI ROSSI

    1. Ti ringrazio per le tue belle parole Marcello. Mi piace rsccontsre storie da quello che vedo o che mi capita di vedere vagando qua e là sia per lavoro che per altro. Dato che vengo da un mondo semi montano e marittimo amo la pianura e il suo paesaggio come luogo insolito e misterioso come le persone che la abitano. Certi modi di fare un po’ particolari si amalgamano bene col paesaggio. Poi ci metto del mio modesto talento per renderla un po’ divertente o curiosa, dipende. Le storie non sono premeditate ma scritte di getto senza correzione, quello che viene viene. Un saluto. Alberto

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