Dopo un inverno estivo, siamo in una gelida primavera. Il paesaggio del pomeriggio visto dal solito treno ha dei paesaggi da fiaba, montagne innevate, prati di un verde intenso, quasi finto, macchie di meravigliosi papaveri rossi.

Il panorama davanti a me invece è abbastanza desolante. Un tipo in pantaloni corti, nonostante temperature rigide, russa beatamente e ai lati della bocca cola una sbavata poco elegante. Va beh, penso tornando al paesaggio, scenderà presto. Il treno è full, nessuno scende, compagnia alla buona, quasi fino all’ultima stazione.

Nei sedili accanto, lui&lei, ragazzi. Do un’occhiata anche a loro. Lui, un ricciolone, bel tipo, lei con i capelli corti, bella come una rosa. Davanti a me, no comment.

Lui ad un certo punto di un loro dialogo all’apparenza molto dolce, le prende la mano e intreccia le dita con le sue. Fai ballare i miei giorni, le dice un po’ imbarazzato, togliendo lo sguardo dai suoi, fissa per aria, ride nervosamente. Ho detto una cazzata, ma tu fai veramente ballare i miei giorni. Una danza mitica che solo tu puoi darmi….

Il discorso prosegue con altre parole che non ho capito perchè l’omone aveva intensificato il suo russare e gli annunci degli amici di Trenitalia che invitavano a controllare di avere il biglietto in tasca se no avrebbero dovuto pagare tot schei, soldi, me l’hanno impedito.

Poi come al solito alla solita stazione maggiore sono scesi in molti, i due innamorati tenendosi a mani intrecciate, ma non l’uomo sbavato e russoso. Cazzarola.

Fai ballare i miei giorni, i miei giorni…giorni. Queste parole dette con autentico e timido sentimento mi hanno fatto compagnia fin’ora e dovevo scriverlo per tenermelo per ricordo e condividerlo. Si dice che i più giovani sono aridi e pieni di nulla. Discorsi generalisti, non è vero.

Il tipo russa avanti, i monti innevati solo là belli e freddi. I prati verdi della sterminata pianura interrotta da qualche campanile e macchie di papaveri fanno una cornice idilliaca. Cielo nero. Fai ballare i miei giorni. Bellissimo!

17 pensieri su “TU FAI BALLARE I MIEI GIORNI

  1. Speriamo che la ragazza non pensi mai che in realtà a far ballare i giorni è davvero e solo la giovinezza, anche la più triste. Perché è la giovinezza quella con cui guardiamo la donna che ci sta d’innanzi. Finita la giovinezza, resta la cupidigia, ma quella è un’altra danza che spesso gli uomini dicono all’orecchio di altre.
    E noi che non siamo più giovani muoviamo ancora qualche passo all’eco di quella danza che solo i giovani sanno danzare. Quell’eco ci giunge da te da quello che vedi e scrivi con occhio innamorato della vita.

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    1. Hai ragione Marcello. Questa è solo uma storiella soft e leggera, che fa sorridere. Storie piacevoli in un mondo soffocante di troppe cavolate secondo il mio punto di vista. Le storie soft piacciono di più di quelle che dicono i telegiornali e i programmi per tonti che rovinano la meglio gioventù. Come, forse, quella descritta sopra. Un saluto!

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  2. Quanta tenerezza, quanta ruvida dolcezza e quanto deve essere bello rivelare i propri sentimenti senza sentirsi vulnerabili . Perché è facile sentirsi nudi quando si parla con il cuore. Ci vuole coraggio, e forse sana avventatezza, nel tradurre in parole i moti del cuore. Complimenti a te e a loro.
    A.

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