Il treno delle 14 è davvero una festa. Come mai? Appena entri in un vagone è un concerto di voci di ragazzi e ragazze che si raccontano di tutto e di più gesticolando, chattando e parlando insieme, ridendo, sghignazzando, gossippando, amando, odiando, sognando.

Guarda verso laggiù, dice un ragazzo indicando l’esterno battendo con le dita sul finestrino, si preannuncia un tempo di merda. Ma va, fa quella che gli sta di fronte con un coro di approvazione proveniente da più fronti. Sta piovendo da un mese. Questo weekend è stata una sonora merdaccia. Vero, ero a casa tutta la domenica e rompermi, replica una terza, stravaccata sul letto. Ho litigato con quella scema di mia sorella. Stavo per suonargliele quando è intervenuta mia madre a sottrarmi la giusta punizione. Ma nooo dai che cattivona, ridacchia una dandole una gomitata. Non me saresti capace. La punitrice di sorelle minaccia un pugno a tono di sfida . Non sai di cosa sono capace, uccido tutti con un dito. Risata generale.

Da un altro versante una coppietta si lamenta del casino che c’è in treno, che con il pugno di ferro ci sarebbe un onesto silenzio cimiteriale. Ah signora mia, si attacca una tipa sulla quarantina, ne dimostra il doppio, ai miei tempi, li avrà mai vissuti? penso, non volava una mosca. La maleducazione, la maleducazione, trionfa un tipo magro come un chiodo. Il suo dito sembra un artiglio. Lo brandisce nell’aria, minaccioso, con sfida. La quarantenne da ottanta anni grugnisce, l’altra signora si mette le mani conserte e annuisce. Già.

Sta primavera fa proprio schifo, dice sbuffando una ragazza liceale intrecciando le dita con quelle del suo presunto moroso. Ti ricordi che l’altra estate ero via de abbronzata nera nera? Quest’anno sembro un fantasma. Si, dice lui messagiando, si è vero. Ma mi ascolti cazzarola(altro termine più strong), brontola lei dandogli un pugno sul ginocchio? Si si…ascolto sempre. Ti ascolto sempre..da una vita…come non mai.

Il tuono e la pioggia scendono copiosi e si abbattono sul treno. La gente scende e il silenzio cimiteriale si fa reale finché rimango l’ultimo passeggero del vagone. Piove sull’orizzonte.

11 pensieri su “STORIE DI CHIACCHIERE DA TRENO

    1. A me scoccia in maniera media, già che cosi posso fare altre cose che difficilmente a casa non faccio mai. Però pagare l’abbonamento per andare a lavorare…beh questo non mi va. Ok che poi là si va anche in giro e bla bla, però…

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