UN ALTRO POMERIGGIO CON STELLA

Della serie chi non muore si rivede, la Stella, si è rifatta viva stamattina, molto presto. Domenica, Whatsapp trilla, chi sarà. Guardo. Stella ,lei… Rispondo come avevo pensato, ancora tu? Stavi dormendo? No, ero sveglio. Sul serio o me la meni? No, non te la meno, ero sveglio. Hai una voce incazzosa, ti rompo le scatole? No, non mi rompi. Davvero? Davvero! Dubito, sai? Dubiti per niente. Si… Un momento di silenzio. Anche per me è niente….

….Ecco, di nuovo il celebre “NIENTE” delle donne che racchiude un milione di paturnie e problemi, per noi, me o chissà chi, di solito.

Sospiro… Va bene, scusami se ti ho rotto le balle ma… Non mi hai rotto le balle, cazzarola. Ancora silenzio, poi una tempesta di parole. Ok ti perdono, non mi incazzerò( tu mi perdoni? grazie 1000), ti ricordi quel bel posto là e là, dai ti prego andiamo, perchè la G. mi ha tirato pacco e gli uomini sono tutti stronzi…ehhh ma dai non te la prendere, tu sei meno stronzo e…Non me la sono presa, ti conosco. Silenzio. Quindi sono anche io una stronza? NoOOOOO, veniamo al dunque. Sento un sorrisetto nascosto, si va là? Va ben andiamo, ma solo perchè non sono uno stronzo. Risata. Figuriamoci se eri stronzo se ti telefonavo. Giri la frittata come ti comoda? Pfft, non rompere, a dopo, conclude la Stella chiudendo la comunicazione. Senza diritto di replica.

Al solito, la Stella se ne arriva sospettosa, mi guarda con sfida, mi ripete che mi odia ma non troppo, che i maschi sono TUTTI dei bastardi che si approfittano delle povere fanciulle indifese ma io, pur nella mia semi stronzaggine passo la sua selezione, Ok, grazie tante. Prego, me ne frego.

Poi canta e ancora canta, nella soleggiata pianura che conduce al mare e grida, W la vita. I suoi capelli biondi escono dal finestrino, nella domenica festiva, al sole dell’estate e della presunta libertà. Ma Stella ha fatto di sè un intrigo sensuale tutto suo, o ti va o non ti va. E va, alla grande, spero ancora una volta da raccontare!

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

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