SEMPRE E SOLO CON STELLA

Gli uomini sono solo dei bastardi che illudono le povere ragazze.. Che canaglie siete voi. Beh, mi dispiace per te, ma sarebbe colpa mia?

Stella, fissandomi mordendosi il labbro inferiore, mi punta contro un pezzo di legno, lo rotea davanti al mio muso, come volesse cavarmi gli occhi, poi se ne accorge, fa di no con il capo come per scusarsi e lo butta via. Appena ti fidi di uno, scopri che invece di stare con sua madre era con un’ amichetta! A 46 anni con la mammina al mare, capisci? Non era con la sua amichetta? Uffa, che noia, sbuffa lei, facendo sentire il sibilo nel telefono.

Ieri sera, verso mezzanotte, la Stella aveva urgente bisogno di parlare dei malesseri dell’umanità, ma non al telefono come le sclerate, aveva detto con voce minacciosa, ma dal vivo, come si faceva una volta. Ti ricordi come era una volta? DIpende, rispondo, tu sei più giovane di me, quindi il mio “UNA VOLTA” non è il tuo “UNA VOLTA” Hai voglia di fare baruffa, con ‘ste tue filosofie da saputello? Non voglio fare baruffa, semplicemente ripeto che… Stella si passa un indice sotto il collo tipo coltello. SHHHH, basta ho detto, non me ne frega un cazzo di filosofia esistenziale. Ok capo, ripeto ridendo. Ridi perchè mi prendi per il culo? Faccio segno di no e concludo con il classico, andiamo là? Stella alza le spalle e si mette di schiena dandomi un’ancata con il fianco. E dove se no? Via!

Potrebbe apparire un triste zerbinaggio, ma non lo è. Non trascorrerei un minuto della mia vita da moroso con quella tarma, ma in quanto a compara di pomeriggi è uno sballo garantito.

Nel tardo pomeriggio si arriva al chiosco della spiaggia libera, la sabbia è incandescente. Stella lascia i sandali in auto e cammina per la sabbia ombrosa sprofondando fino alla caviglia. Poi passa alla sabbia rovente, dice un paio di imprecazioni e torna alla parte ombrosa. Pensa, sospira..qualcosa la tormenta ma non indago. – Perchè non ti metti in costume? Perchè sei un guardone. Ma sono tutti in costume. Si lo so, ma tu… Tu? Dà un calcio alla sabbia. Non te lo dico. Che beviamo? Birra? Birra! L’ultima volta sei andata via ubriaca. Stella sorride maliziosa e si passa una mano tra i capelli biondo cenere. Meglio, se sei ciucco vedi la realtà diversa dalla schifezza che è e poi… La interrompo con un gesto della mano. Non hai detto che non te ne frega nulla di discorsi filosofici? Lei si siede sullo sgabello tondo e non mi degna di uno sguardo. Se hai voglia di fare baruffa, sei sulla strada giusta. Mah, sarà. Alza la mano e ordina due birre ad una ragazza tutta curve e sorrisi. Alza la musica, qualcosa di italiano, non so chi sia. Stella….

…tocca il bicchiere al mio, fa l’occhiolino e beve mezzo bicchiere d’un fiato. Sete? Lei si mette a ridere e dice alla ragazza del bar che era là accanto. Al mio amico piace parlare con tono filosofico è un po’ così, ma è un buon diavolo. La ragazza sorride, allora è tutto fantastico, dice con anda robotica.

Dopo altri tre giri di birra, Stella si siede sulla sabbia e guarda il mare.

Sufficientemente ubriaca. Appoggia ia testa sulla mia spalla. I suoi capelli fanno un solletico piacevole. Va bene così, dice con un sussurro. E se va bene a lei, allora può andare bene anche al diavolo in persona.

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