Improvvisamente l’ombra e il vento. In spiaggia già si guardava con preoccupazione la brezza che da lieve e piacevolmente afosa si era fatta meravigliosamente più fresca finché si era fatta forte, quasi violenta.

La sfiga della domenica. L’unico giorno libero per andare al mare. Sempre di domenica, mai una gioia, la sfiga del lavoratore. Gli utenti della domenica al mare sfogano il loro malcontento, perfettamente giustificato.

L’ombra della tempesta estiva si fa reale, comincia a volare tutto. Bambini piangono, adulti imprecano. Tutti a casa, cazzarola, tutti a casa….ed è il fuggi fuggi, in città, in fila, in autostrada, in qualche rottura di scatole, verso una nuova settimana lavorativa, quando il sole impazza.

Il sole del lunedì mattina. Capita in tutti i mesi dell’anno.

E poi….

La mia “AMICA” piattola e pignola mi fa un cenno di saluto e chiacchiera con la barista, un mezzo di birra in mano. Il terzo? Il quarto? Tiene in testa un cappellino a visiera col logo di una celebre squadra di basket di Los Angeles. Noi stiamo ancora un po’ le dico quando l’ombra ci è passata sopra e splende di nuovo il sole, ma con un bel vento fresco. Lei alza il pollice e sorride splendida. Adorabile quando fa così, dopo qualche birretta… di solito.

Non c’è più nessuno. L’ombra fa restare gli audaci. Al banco del baracchino della spiaggia!

Si sta in bomba, la pace della sera domina infinita.

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9 pensieri su “L’OMBRA

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