STELLA, NELLA NOTTE DELLE STELLE CADENTI

Nella notte di san Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, Stella di nome ma non di fatto, vuole confessarsi e quando il telefono suona..

…sai che nonostante tu sia un pó stronzetto ti voglio bene. Uuh che dolce, sono lusingato. Lei sospira. Andiamo a fare un giro fino al chiosco della spiaggia. Andiamo, hai sempre ottime idee. Lo so, scemoide. Scema tu, capra. E invece tu. Tu. Tu. Ok, andiamo? Lei annuisce malinconica.

Stella, vestita in modo sexy e i capelli sciolti sul viso, ricci, bellissimi, ordina una birra e se la scola mezza d’un fiato. Ubriacona le dico sorridendo. Lei mi fa il dito medio. Sai..mormora, devo esprimere dei desideri e voglio vedere tante stelle cadenti. Voglio essere ciucca. Vai, dacci dentro allora. Lei ubbidisce chiamandone un’altra. E poi un’altra.

Alla fine si alza, si leva i sandali e cammina scalza sotto la volta del cielo. Si siede sui ciottoli della playa, sospira ancora, sembra che pianga. La lascio in pace.

Si volta e mi sorride nell’oscuritá stellata. Bella come una dea. Una stella cade e si spegne. Un’altra ancora. Mi siedo vicino a lei e mi abbraccia.

Unici, come questa notte.

Albert, 10/8/2019

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