Addio vecchio bar

Scende per l’ultima volta la saracinesca del baretto, il nostro caro baretto.
Un piccolo bar rionale, niente di che, niente di lussuoso, ma ritrovo consueto di un gruppo di persone, amici, conoscenti, compari di sbronze che nel corso degli anni ha consolidato in alcuni casi sinceri rapporti di amicizia.


Un piccolo microcosmo fatto di persone e personaggi, ognuno con la propria storia, con i propri amori, con i propri dolori e con i propri pensieri, drammi, lutti, sconfitte, vittorie e rinascite, come la fenice.

Un piccolo universo che raccoglieva al suo interno persone profondamente diverse tra loro che riuscivano però ad accomunarsi grazie all’atmosfera che negli anni è venuta a crearsi grazie ai gestori, sempre quelli, sono cresciuti e invecchiati con noi.

Un ennesimo bar cinese? Forse..forse un garage per auto, forse la rovina e l’oblio. Una volta ce n’erano tanti di baretti rionali, tantissimi, ognuno con la sua caratteristica e particolarità. Per la sua pericolosità anche o per i suoi buffi avventori che avevano sempre nomi strambi..ora

…addio caro bar. Con te se ne va una parte di noi.

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

20 thoughts on “Addio vecchio bar

  1. che bella !! quante storie hanno udito questi bar ?? quante cose avrebbero da raccontare . Nei paesi di campagna o nelle periferie hanno chiuso ormai da tempo , lasciano un solco di malinconia .
    Questa poesia mi ricorda un pò quelle di Tonino Guerra o quelle di Zavattini

    1. Sono d’accordo con te. Un po’ come vedere vecchie case abbandonate e sbirciare dalle finestre rotte o affacciarsi ad un portone e vedere cadere gli intonaci o osservare mobili che stanno marcendo, una stufa, pentole rotte. La decadenza della società attuale si vede dalla solitudine e dal degrado, specie delle periferie come accennavi. Un saluto e grazie 🙂

    1. Ma i bar che aprono oggi non sono come quelli di una volta, sono bar panetterie, bar libri, bar radical chic e cavolate simili! Dov’è il familare rumore del flipper o space invaders. Oggi muore tutto e che muoia se deve essere marcio!

      1. Ma il mondo non è più quello di una volta, noi non siamo più quelli di una volta. I ragazzi di oggi sono completamente diversi da noi.
        Le partite a biliardino, i flipper sono cose dei nostri tempi.

      1. Già… che poi quelli nuovi che aprono sono tutti un po’ simili (almeno dove vivo io): esteticamente accettabili e anonimi. Si respira un po’ ovunque la stessa aria: si dice che si tratti di globalizzazione e di progresso, però ha un costo amaro e chissà se è necessario. Un saluto☺️

      2. Regresso più che progresso. A me sti bar tipo apericena, calicetto di vino a 4 euri, prezzi bestiali per cose che una volta non costavano niente o quasi, solo perche tutti se ne aprofittano e il gonzo paga..non mi piace :/

  2. In Francia sembra stiano incentivando le riaperture dei piccoli bistrot proprio perchè nei paesi oramai non vi è più nulla..la politica e la globalizzazzione non capiscono le esigenze dei piccoli borghi,dei quartieri periferici e dei paesini.

    1. Sono d’accordo Oste. I baretti rionali assieme a oratori e circoli politici erano il punto di ritrovo. Non che fossero un centro di tutte le virtù, ma almeno davano un pò di vita, appunto, al nulla grigio e anonimo delle periferie urbane

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