La casetta

In questo periodo primo autunnale, tra foglie arrossate e castagne, viene da pensare alla casa. Quella dell’infanzia, dove si è vissuti i primi tempi di questa permanenza terrena.

La casetta dove c’era la mamma, il papá, eventuali fratelli, la nonna o altri. L’odore della cena, il rumore della vita, dei litigi, delle raccomandazioni, della prima volta che si è fatto l’amore con la prima morosetta…quando non c’era nessuno e sperando che non ci tornasse senza preavviso.

Queste abitudini col tempo si sono fatte rare, crescendo si cercano emozioni fuori, tante voci che accompagnarono l’infanzia sono scomparse, la vita, si sa, è una ruota che gira. Si è voluto sperimentare tutto altrove ed ora la casetta non è più nè nostra nè mia.

Oggi posso guardarla solo da lontano.

30/10/2019 A.

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

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