Sulla sponda del lago



Nell’immaginario del magico mondo perfetto ove natura, solitudine e silenzio si sposano in magnificenza, si trova un laghetto. Uno stagno, meglio detto. Circondato da alberi spogli, Con foglie che volano qua e la portate da un vento gelido, la neve fa da cornice alla scena. Ma non è tutto vuoto e silenzio. C’è anche vita.

Uno starnazzo di oche selvatiche e papere stanno nell’acqua sfidando il freddo, il ghiaccio e la neve. Una mano generosa di infante getta loro del cibo. Sembra di sentire lo starnazzo e il battito delle ali degli animali ingordi azzuffarsi per prendere il pezzo migliore.

Fa freddo. Nel tempo successivo la scena è senza la presenza dell’ infante. Le anatre e le oche si coprono dalle raffiche del vento.
Ed è pomeriggio e presto notte.


Te ne sei andata in un soffio. Grazie per i bei momenti trascorsi assieme. Un giorno ci rivedremo. E rideremo per sempre.

Alb. 22/11/2019



16 pensieri su “Sulla sponda del lago

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