Visioni dal profondo

Doonnn, dooonnnn, suona l’orologio antico nella sala della vecchia casa, quella su un lago scuro scuro, nero come la notte più nera. Sprofondati in una poltrona polverosa, con un saggio su Lovecraft in mano, il sonno viene rapido. Si sta comodi, non c’è rumore, non c’è anima viva. Nessuno turba la vita, nessuno turba la morte.

Dal profondo, non si sa bene da dove, forse dal lago, forse dal profondo della nostre paure esce una figura che si affaccia alla finestra della nostra serata, della nostra vita, del nostro destino. La figura ci guarda senza dire nulla. Sarà vera? O un incubo?

Le giornate si fanno sempe più tenebrose, le paure insite nella nostra anima ci tormentano. Si confrontano con la nostra scomoda realtà.

Dal profondo qualcosa ci chiama e si affaccia ad una finestra. Per farla entrare o averne paura. Una paura mostruosamente vera.

Alb. 26/11/2019 Gazzera(Ve)

8 pensieri su “Visioni dal profondo

  1. The mist, anche se la centra la nebbia piú che l’acqua. Ma il concetto di cose che provengono da mondi ignoti o da noi stessi è identico. Mi piacciono pure le atmosfere gotiche di H.P. Lovecraft, quel suo intreccio psicologico che prende e rapisce. Racconto brevissimo si, oggi la gente non legge robe lunghe, bisogna dire quello che devi dire in poche battute possibilmente che lasciano un segno 😉

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