Strani incontri

Prima mi sono incontrato con una ragazza che avevo conosciuto qua e la in maniera indiretta. Dato che abitavamo a meno di due KM, lei propone di vedersi in un bar sul fighetto abbondante. Una decisione tutta sua fatta in meno di mezz’ora. Dopo un po’ arriva una biondona, capello lunghissimo, dall’aspetto molto piacente. Ci sediamo, caffè, thè, chi sei chi non sei, mi piace questo, a me anche, anche se non è vero. Lavori a scuola, si, ooh che bello, io bah si, un lavoro con pregi e difetti come tanti. Tu? Io lavoro in una palestra e faccio così, cosà, questo, quello e quell’altro.

Sei mai stato sposato? Si, no, come mai ecc. e tu? Io ho avuto otto convivenze, ma sono finite tutte male. Dai, otto, propio otto? Ammazza.. Eh sai, mi accorgevo dopo un pò che non andavano bene, ma prima andavo a conviverci assieme e poi lo scoprivo. E ora che cosa pensi di fare? Beh, incontro persone che potrebbero diventare eventuali amici e poi magari qualcosa di più. Tutto con tono arrogantello.

Non le ho chiesto il numero di telefono, per evitare di essere una improbabile nona convivenza.

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali, dal disagio sociale e la tematica giovanile. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, scrivere qualche riga qua e là su temi giovanili, personaggi femminili tragicomici e un po vintage, perchè mi piace così. Ad maiora

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