Furbodemon, il gatto demone cerca affetto

Non sempre chi la fa se l’aspetta. C’è il diabolico, remoto e nebbioso, come un po’ ovunque, regno di Tenebra, l’aspetto oscuro e mostruoso della mente. Il regno dove il solo esistere o pensare di essere consapevoli alla propria essenza umana è un dramma peggio dell’inferno. Dormire è meglio che vivere, chiudere gli occhi per non vedere la soluzione per non credere, per non amare o odiare. Che differenza c’è nella paura?

Furbodemon, il malefico demone gatto che si aggira per Tenebra cercando qualche stupido allocco cui scroccare affetto, cui si nutre, si aggira per la landa remota, vagando per la nebbia, gli acquitrini e il prato nella sua ora preferita. La Tenebra ovviamente.

Furbodemon ama il crepuscolo, si nutre del sole che sparendo porta via luce, calore, amore, gioia. I suoi occhi giallognoli fissano quello che non è un vero sole, ma una palla insignificante sparire dietro la collina. Lui AMA quella luce sepolcrale. Al tramonto la gente scappa a casa a nascondersi, ma non tutti. Qualche idiota ritarda sempre.

Si stiracchia si lecca la zampa dopo avere assaporato quello spettacolo deprimente ma..cosa c’è di meglio? Alza le orecchie, sente cantare. Voce di infante, che meraviglia. Meglio di così si muore, i marmocchi sanno dare affetto e lui ha una fame del diavolo. Fame di amore, di affetto, di coccole.

Furdaemon salta su uno steccato e aspetta. La vede.

Una bimbetta cammina con aria spaventata per il sentiero poco segnato. Miagola ruffiano e miagola una seconda e una terza volta. Alla fine è tutto un concerto. L’infante vede i suoi occhi gialli, poi la coda ritta. Capisce che è un gatto. Il gatto spicca un salto e le salta sul petto. Lei scivola sull’erba e cade sulla schiena. Emette un gemito di stupore e paura.

Il gatto comincia a fare le fusa per intenerirla, per farsi accarezzare, per farsi AMARE. Con quell’amore deve viverci, mica deve andare a caccia di topi per mangiare. Affetto! Accarezzami, stupidotta, le dice con la telepatia. Dimmi micio micio mau mau, umana inutile, dimmi che sono il tuo tesoro, il tuo AMORE! Tutti vogliono bene ai gatti, perfino in questo schifoso mondo tenebroso.

La bambina, superato il momento di paura e di sopraffazione lo prende per il corpo. E’ fatta, pensa Furdemon. Ora, ORA! Ma la bimbetta lo scanza in piedi e si rialza rapidamente in piedi. Stupido gatto del cavolo! sibila strappando l’erba e tirandogliela dietro. Assieme a qualche sassetto. Stupido gatto, mi hai fatto sporcare il vestito, la mamma si incazzerà e anche io, mi hai fatto prendere paura. Scoppia a piangere e scappa via cadendo più volte lungo il sentiero. In fondo c’è una casupola, entra e sparisce.

Furbodemon rimane fermo stravaccato sull’erba a leccarsi le zampe. Ha fame, pensa. Non ho ricevuto nè amore, nè affetto, nè carezze. Ma odio e risentimento. Se ne va con la coda ritta. Pieno di dubbi e di incertezze, come il suo mondo. Nel regno di tenebra, la parte oscura della nostra anima, non c’è posto per nessun tipo di gioia.

Scende la notte, il silenzio e la nebbia.

10/1/2020

Il sottoscritto A.C. ascoltava “Follow the reaper” dei geniali Children of Bodom a manetta senza sosta mentre si inventava la storia del gatto

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali, dal disagio sociale e la tematica giovanile. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, scrivere qualche riga qua e là su temi giovanili, personaggi femminili tragicomici e un po vintage, perchè mi piace così. Ad maiora

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