Boulevard

Il piccolo boulevard di periferia mi era caro perché in quel tempo, i lampioni emettevano una luce fioca che rendeva il passaggio sotto le fronde degli ippocastani quasi misterioso.

Quando il vento soffiava sembrava di vedere delle braccia sopra di me che cercavano di afferrarmi e di portarmi via, verso chissà quale mondo tenebroso.

Ci andavo con i miei nonni, con i genitori. Quando ci passavo con l’indimentitcata morosa, quelle ombre erano amiche preziose per i momenti di imboscata intimità.

Ma le ombre non erano nemiche, non lo sono mai state.

Bisogna diventare adulti per vedere che i sogni sono mere illusioni per capirlo.

Alb 26/1/20