Steffy e la soluzione alcolica/Steffy and the alcoholic solution (V)

La solitudine della bella Steffy, tanto bella ed arrogante quanto sola e annoiata, non viene alleviata dalle numerose proposte, al 99% a sfondo sessuale. Di uomini ma anche di donne.

Ma penso vada bene, pensa lei sorseggiando del vino rosso preso da una bottiglia molto costosa, regalo di uno dei tanti suoi spasimanti.

Al terzo bicchiere, già piuttosto alticcia perché a stomaco vuoto, ragiona sui suoi presunti problemi. Si siede su una poltrona e tra un sorso e un altro vede, sa che…soldi non mancano, da mangiare neanche, compagnia, just for fun, neanche, bere…neanche.

Steffy spegne la luce tenendo in alto il bicchiere di rosso. Potrei dare buoni consigli, aprire una scuola di vita per sfigate..per donne sole…che stanno nelle tenebre a tirarsela, ma non come me, boia!

Sente il calore dentro sè e una grande gioia dettata dall’alcool. Fa un brindisi battendo l’indice della mano sinistra sul bicchiere. A me, a me, a ME!

Steffy ride e ride felice, talmente ride che perde l’equilibrio e cade a terra, si rialza. Prende la bottiglia per il collo e la finisce in un fiato.

Là, bofonchia con un ghigno. Oggi a me, domani anche.

Intanto al cell, in chat, su Whatsapp, su Instagram su ovunque dove la cercano.

Ma lei se ne frega, si addormenta sulla poltrona sognando di essere amata e felice. Amata soprattutto…

…il resto non conta nulla.

Alb 3/2/2020 In a kitchy bar

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

28 thoughts on “Steffy e la soluzione alcolica/Steffy and the alcoholic solution (V)

  1. Leggendo spesso le tue storie mi viene da chiederti da dove prendi l’ispirazione. In particolare, visto che hai pubblicato diversi racconti su “Steffy”, se essa è pura fantasia o una rappresentazione di qualcuno

    1. Steffy non esiste, me la sono inventata io, mi piace questo nome. Ispirazione..diciamo che ho una fervida immaginazione e leggo molto sulla psiche umana, della debolezza e dello smarrimento di tante persone. Poi sta a me nel creare personaggi, femminili nel mio caso, piacenti, litigiosi, rompiballe e adorabili. Perché non si può non adorare chi si crea dal nulla e Steffy è cosi, le faccio pensare e dire cose perfide e stronze per poi fare intendere che vuole solo essere capita e amata 😊. Come lo vogliamo tutti, cara Vale, grazie delle tue domande.

  2. A me viene sempre voglia di abbracciarla la tua Steffy. Mi viene voglia di dirle “ma se tu per prima non ti ami, come puoi sperare che ti possa amare qualcun’altro?”

  3. Vedi Simona, la difficoltà non è credo tanto nel trovare qualcuno che ti vuole amare, ma nel volere essere amati. Vuoi tu fanciulla essere amata? Si, ma..blablabla e ancora blablabla e bla. Tutti questi blabla che rappresentano le nostre autodifese, perchè la paura dell’ignoto supera quella del probabile conosciuto. Per tanti è così, anche se difficile da capire. Un mondo di soli e sole che non si vedono, mondo di invisibili nelle loro abitudini, melle loro manie, depressioni, scuse. Scuse, forse la parola più indicata. Ciao donna in chiaroscuro 😉

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