Come un desiderio/Like a desire

Art by Konstantin Razumov

Le cose romantiche che si vedono con animo gonfio di dolcezza, non possono appartenere alla normalità di un mondo senza armonia, pace, gioia.

Nella pace crepuscolare del tramonto, senza che nulla disturbi la mente e il cuore, col freddo intenso che mi gelava il viso camminavo facendo scrocchiare sotto i piedi la superficie nevosa.

Tutto intorno non c’era nessuno, un po’ di vento sibilava tra le fronde degli alberi e alzava mulinelli di neve che, dopo qualche piroetta danzante, tornavano a depositarsi sul terreno, disfando un mucchio da una parte per ricomporlo da un’altra parte. Nasci da una parte, poi vai da un’altra. In un soffio.

Nel mio cammino sul prato innevato, non cercavo la compagnia degli uomini. La loro perfidia mi infastidiva, il loro egoismo non mi faceva sentire a mio agio. La loro compagnia mi era oppressiva. Quante falsità nelle parole.

Era meglio trovare compagnia nella solitudine e nell’armonia della Natura.

Come un meraviglioso miraggio, nel rosso dell’ultimo sole invernale che insanguinava la neve, una panchina sembrava il luogo adatto del mio riposo dopo tanto vagare.

Alcuni uccelli che prima se ne stavano immobili per il freddo, sono venuti verso di me perchè sapevano che portavo loro un dono. Semplice pane vecchio, raffermo che avevo rubato dalla dispensa di casa. Ma quanta allegria subito.

Alla fine del viaggio, dopo aver camminato per tutta una vita, era scesa l’ombra della notte. Gli uccelli erano ormai scomparsi, forse per andare a rifugiarsi in qualche luogo che non conoscevo. Non l’avrei mai saputo.

Alla fine tutto era diventato nero e, alzandomi dalla panchina, i miei passi si confondevano col rumore del vento. Come un sogno. Come un desiderio.

Quadro di/Picture of Konstantin Razumov, 1974

Alb. 12/2 2002-2020 In memoriam

11 pensieri su “Come un desiderio/Like a desire

  1. Now that’s a beautiful drawing. You know, Alberto, I don’t understand Italian, but I often get the feeling that I’d be interested in your words, too. I really regret that I can’t appreciate them because of the language barrier.

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