La città proibita ai tempi del COVID 19/The forbidden city in the era of COVID 19






Il deserto attenaglia la foresta di cemento armato e di mattoni rossi come un gioco strano, del tipo vediamo chi vedo all’angolo della strada o al rettilineo. Beato silenzio, ho visto l’aria pura come credo non avere visto mai. Ho visto gli animali selvatici scendere dalla periferia per la mancanza di traffico.

Tutto è proibito nella città proibita. Il tempo è minaccioso, buio e tetro, eppure è quasi primavera. Ora piove. Piove sulla nostra miseria, poveri uomini contro qualcosa di invisibile, un nemico senza volto, senza aspetto, senza forma se non microscopica.

La città proibita si illumina di luci serali, di neon di negozi chiusi, di bar vuoti, di strade senza gente se non di corsa e sospettosa. Pioviggina di nuovo. Quattro passi e si è bagnati fradici. Gli uccelli cantano e gli alberi sono in fiore. Festeggiano la nuova vita. E gli uomini?

Nella città proibita, scandita di slogan di stare a casa e di miseria, la solitudine tiene in scacco migliaia di persone. Mentre due ragazze fumano di nascosto in un vicolo e ridacchiano, un anziano si affaccia alla finestra e guarda la città proibita fradicia di pioggia e le due ragazze che fumano e i gatti che attendono qualcuno che porti loro da mangiare. Forse è lo stesso anziano che guarda, intimorito dal cimurro malefico.

Nella città proibita scende la sera. Il vicolo si svuota, i gatti spariscono chissà dove. Non smette di piovere.

Albert 13/3/2020

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

17 thoughts on “La città proibita ai tempi del COVID 19/The forbidden city in the era of COVID 19

  1. Proprio così Alberto. E leggendo vien da chiedersi se le ragazze che fumano nel vicolo hanno mantenuto la distanza di sicurezza. No, si amano troppo per poter separare i loro destini.

  2. Una città come tante altre dove rimanere in casa e guardare dalla finestra ciò che accade, è uno spettacolo grottesco.

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