Convivenza forzata/ Forced cohabitation

L’amore è il sentimento più nobile, lo stare assieme. L’amore come sentimento di condivisione, di sguardi languidi e sesso travolgente quando capita. Se capita. Condividere la gioia di stare in famiglia, roba che non succede così facilmente in tempi normali dato che ognuno va per i fatti suoi.

Se capita, facciamoci una gran abbuffata di sesso, in caso di coppiette non sopra troppi ANTA, oppure…oppure……

…..oppure dopo i primi giorni di quasi entusiasmo per la nuova vita, convivenza forzata causa il coronavirus, qualcosa comincia a scricchiolare. Dopo avere speso decine e decine di ore su Youtube, Whatsapp, Facebook e qualsiasi boiata elettronica, dopo avere telefonato a TUTTI! anche a chi non si sentiva da decenni, dopo avere scritto alla fidanzata/o degli anni 90, quella che..ah che bei tempi ed avere ricevuto un sonoro “che cavolo vuoi dopo tutti questi anni??” ..

….dopo avere cucinato per un esercito e bevuto una petroliera di tutto quello che inebria. Dopo si vede che dalla finestra della galera domestica la primavera sboccia, il sole caldo domina per i cavoli suoi e gli uccellini cantano, la convivenza e la tenerezza dell’amore comincia ad andare a farsi benedire o a farsi fottere. A scelta.

La lite sta dietro all’angolo per un nonnulla, un centimetro in più del divano diventa teatro di scontro, una parola detta di troppo può far scaturire liti furibonde.

Intanto i casi aumentano, la gente non ha più voglia di suonare sui poggioli. La soluzione sembra sempre più lontana. E il tempo passa….lento…

…..inesorabilmente lungo.

Albert 15/3/2020

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

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