Provaci baby/Try, honey

Il problema drammatico della quarantena, trascorsa in solitudine, rende audaci certe persone che fino a qualche tempo prima non avrebbero osato imbastire nessun rapporto di amicizia affettuoso sentimentale, tanto che me ne frega, sto bene da sola.

Capita così che comincino ad arrivare messaggini dolci, sdolcinati e sai…in questo tempo pensavo molto a noi. E tac, cominciano videochiamate dettate dalla noia della prigionia domestica. Non hai il cane? Domanda. Ma vuoi mettere un po’ di coccole? Che cavolo di domande, sei uno stronzo. Risposta. Ah sai il tedesco, potresti insegnarmelo. Nessuna risposta. Sei ancora lì, sei vivo? Domanda. Fastidio silenzioso dall’altra parte.

La solitudine rende vulnerabili i sentimenti facendo facili certi approcci e la sicurezza di certi soggetti ad essere sicuri che andrà loro in porto.

Albert 27/3/2020

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

17 thoughts on “Provaci baby/Try, honey

  1. La solitudine rende vulnerabili da entrambe le parti: c’è chi offre facile, pensando di non essere rifiutato, ma c’è anche chi cerca sul serio e non trova. C’è, in generale, molta difficoltà a capirsi.

  2. La solitudine è una cosa che in molti non sanno sopportare. Io ci convivo da tempo ma non significa che non apprezzi la compagnia delle persone. Solo che molte volte ho bisogno di restare da solo.

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