La casa del crepuscolo/The twilight house (I)

I segreti della casa sulla collina

Una breve novella al mio amore per il romanzo gotico e i miei maestri del genere, H.P. Lovecraft e Stephen King

La casa sulla collina era da sempre stata considerata un luogo da cui stare lontani se si voleva passare una notte serena, libera da incubi e oscuri presagi. Dalla strada statale saliva una vecchia strada, ora tutta coperta di erba e rifiuti di ogni tipo, che portava a quello che una volta era un bel portone di pregio, ora gettato nell’erba. Oltre a quella, diversi sentieri percorsi per lo più da animali selvatici o da ragazzini in cerca di avventure serali, recavano all’antica dimora.

Si diceva che era stata fondata da un ricco possidente, molto ricco, ma dai provenienti oscuri, morto suicida per debiti di gioco. In verità nessuno sapeva dove giocasse nè in verità da dove ho arrivavano tutti quei fondi.

Sotto l’arco cadente si entrava in un ampio salone illuminato ad est al mattino da ampie finestre ora sfasciate e da ovest coperto da fitti alberi i cui rami entravano ormai in casa attraverso i buchi delle finestre.

Una scalinata un tempo percorsa da gente facoltosa e probabilmente di sangue blu, giaceva ora interrotta a metà dal crollo di una balaustra che sosteneva la parte alta della scalinata.

Per raggiungere i piani alti, se mai ce ne fosse stato necessario, metti per qualche brivido avventuroso, era necessario saltare tra le scale diroccate sperando di non perdere l’equilibrio e non cadere all’indietro.

Nonostante l’oblio e la rovina desolante e il forte odore di muffa, si potevano ancora scorgere gli stucchi e i fini arredi del soffitto e delle pareti. Oggi caduti a terra tra calcinacci e rifiuti di ogni tipo. Qualcuno aveva inciso sul resto di un arazzo un simbolo esoterico, la stella a sei punte, segno del principe del mondo, la bestia. Evidentemente la casa dopo il tramonto era usata per scopi magici. Resti di animali morti scheletrici non mancavano.

Chi erano i temerari che osavano entrare là dentro dopo che il sole era sceso oltre le boscose colline? Un pazzo? Giovani dai nervi saldi e sprezzo della paura?

Avanti..

Albert 28/3/2020 Quarantena never dies

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali, dal disagio sociale e la tematica giovanile. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, scrivere qualche riga qua e là su temi giovanili, personaggi femminili tragicomici e un po vintage, perchè mi piace così. Ad maiora

11 thoughts on “La casa del crepuscolo/The twilight house (I)

    1. Se volevo scrivere una storia da brividi l’avrei fatta molto più pesante, ma preferisco tenere uno stile narrativo lontano dall’horror. A me piacciono le case abbandonate e con storie sinistre, anche vicino a dove vivo io ce ne sono, ogni tanto mi faccio un giretto ma breve perchè mi impressiono facilmente 😉

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