L’aquilone

Nelle sere delle brezze primaverili, quando il vento di nord est scendeva dagli altipiani orientali, i parenti più prossimi ci portavano a far volare l’aquilone. Non era granchè, infatti era stato messo a posto più volte con scotch o nastro isolante, ma i suoi colori vivaci e il suo fruscio ci erano così familiari che non riuscivamo a buttarlo via per comprarne un altro.

Le operazioni erano complesse perchè in cima alla collina il vento era molto forte e di rado smetteva per permetterci di tenere fermo l’aquilone. Ma con un pò di pazienza, sempre se di pazienza si può parlare quando si è piccoli, il parente più prossimo lo liberava nell’aria e, raggiunta una corrente favorevole, sempre a nord est, si liberava nel cielo con una rapidità che ora a ricordarmelo mi vengono le vertigini.

Teneva ben stretto il rotolo di corda che si faceva sempre più fine finchè non rimaneva la sola asta di legno su cui era legato. Con qualche raccomandazione ce lo lasciavano tenere, un pò a turno, ogni tanto bisticciando per il tempo a disposizione, ogni tanto per chi doveva farlo per primo. Se non c’era accordo e armonia non ci davano lo spago con le classiche parole che lo farete la prossima volta, quando vi metterete d’accordo.

Non so che fine fece quell’aquilone, forse un giorno si ruppe il lo spago che lo teneva attaccato al girello di legno o forse fu archiviato nella spazzatura dopo l’ennesimo fallimentare rattoppo.

Il vento di nord est spazza i prati delle colline e piega le fronde degli alberi, oggi forse meno di ieri. Si dice che il tempo non sia più quello di un tempo, forse è vero. Il sentiero si perde fra gli arbusti, cancellato perchè non ci va più nessuno. Il tempo degli aquiloni sembra appartenere ad altre sfere emotive e generazionali dell’esistenza.

Alla sera, se il tempo è bello si vede la cresta erbosa farsi eterea ai bagliori del sole morente.

Come un presagio. Come quelle parole che non furono mai dette.

Albert 16/6/2020

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

14 thoughts on “L’aquilone

  1. Buongiorno! 🙋🥰 Meraviglioso racconto, mi sono commossa mentre leggevo mi ha fatto ricordare la mia infanzia 😃 bellissimo ed emozionante!

      1. Da bambina avevo un aquilone che facevo volare sempre nel grande cortile della casa dove ho vissuto l’infanzia, il tuo meraviglioso racconto mi ha fatto ritornare in mente questi bellissimi ricordi 😃 grazie mille per la condivisione!!!! 🥰🙏

  2. Alle mie figlie (che ormai sono adulte da un pezzo) ho fatto conoscere la gioia dell’aquilone… Qui da noi si faceva volare sulla spiaggia. Oggi non credo che i bambini lo conoscano più, ed è un peccato.

      1. Anni fa regalai alla figlioletta di un’amica (5 anni) una girandola da mettere in giardino. Rimase affascinata nel vederla girare col vento, poi mi chiese… dove si mettevano le pile!! Giuro.

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