Le giornate luminose nel magico tratto di spiaggia sotto l’aspra scogliera, rimanevano nella mia memoria come qualcosa di fantastico che pareva quasi finto, che non era accaduto mai. A lei piaceva andarci e anche a me, a parte la lunga scalinata da fare per raggiungere quel luogo…

…ottima in discesa quando si andava, drammaticamente pesante quando si tornava indietro, nel sole infuocato del pomeriggio. Il bello della spiaggia di pietra bianca era, primo, che ci andavano poche persone quindi si poteva pomiciare senza troppo riguardo. Secondo era andare a passare del tempo nel chioschetto che vendeva i soliti gelati più cicchetti di qualità a pochi soldi. Il loro mojito era sicuramente uno di questi.

Verso il pomeriggio tardo andavalo a sedeci presso i loro tavolini, sotto un ombrellone mezzo sgangherato e ci si faceva di mojitos. Freschi, pieni di menta, gradevoli. Gradevoli come gli occhi di lei che dopo un paio di sorsi si facevano languidi e sensuali. Ci si fissava, sfiorava, toccava nel sole caldo del meriggio senza volere altro dalla vita, magari che quei momenti potessero non finire mai e giammai…

…ma finirono, come finisce più o meno tutto.

Il rammarico sta nel pensare che non si diede troppa importanza a quei tempi, come dire che ne sarebbero accaduti altri e chissà quanti altri. Ma l’attimo è un istante e la vita un implacabile orologio.

Bisognava godersi di più quei momenti? Nessuno pensava che sarebbero finiti. Il senno del poi inganna la mente e i sentimenti.

Oggi, guardano campi pieni di menta selvatica, inebriato da quel profumo meraviglioso, non si può non cadere nella memoria.

Albert 23/6/2020

20 pensieri su “Mojito

    1. Eh, da bimbetta fui molto coccolata dal papi e quindi, da buona viziatella, abusavo spudoratamente dei servigi dei domestici. 🤣🤣😇

      Cionondimeno, amavo anch’io l’avventura, come quel giorno ad Amalfi che mi persi fra i tornanti arroventati.

      🤣🤣🤣🤣

      Ma questa è unaltra storia.

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      1. Ma no, non sono nulla di che. Cose avventurose per me è forse assolutamente noiose per altri.

        Dipende da quanto avvincente uno possa trovare restare acquattati ad aspettare di veder spuntare uno scoiattolo fulvo per i sentieri estivi del borgo medioevale di Rocca di Cambio.

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  1. In Sicilia, le estati sanno di vodka fragola/red bull.

    Profumano di scirocco e risuonano di mille cicale eccitate.

    Nonostante ciò, il tuo racconto mi ha fatto ripensare ai viaggi che facevo da ragazzina a Maratea, dove per scendere a mare bisognava trafficare parecchio lungo la scogliera battuta da un sentiero poco riparato dal sole.
    A scendere, col fresco delle 7 del mattino, una goduria pazzesca. A salire, per pranzo, l’inferno.

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      1. Una volta, me ne sono bevuta 4 di questi intrugli. Ho passato la notte a contare i buchi delle tapparelle.🤣🤣🤣

        È che la devi smaltire prima di andare a dormire. Chessò, quando l’ho capito, me sò messa a ballà, e non ho avuto più problemi.

        L’esperienza.

        Kmq, sì, un’arrampicata pazzesca.

        Per fortuna l’albergo disponeva di un servizio navetta e quando non ce la si faceva un fischio e via.

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