Il fuoco/ The fire

La presenza di gente dal fare sospetto si era notata dal primo pomeriggio. Si pensava fossero semplici gitanti che andavano a godersi il fresco del bosco, gente che fuggiva dal caldo della pianura e dalle paturnie del Covid per respirare aria buona, resinosa, selvaggia.

Quando si fermarono all’unico bar rimasto aperto dopo la pandemia, che con l’incasso avrebbe chiuso sicuramente dopo l’estate, al bar si comportarono in modo taciturno, senza dire troppe parole.

Poi presero l’auto e andarono lungo la provinciale verso il folto del bosco. Non ci andarono nè per fare una scampagnata nè per respirare aria silvestre.

Verso il tardo pomeriggio videro un certo nervosismo negli animali domestici. Fiutavano il cielo. Poi si levarono in volo stormi di uccelli e caprioli fuggire verso il centro abitato. I cinghiali in gruppo si mossero in fuga dal bosco.

Poi ci fu l’odore di bruciato, il fumo e infine lingue di fuoco salire dal nord est della foresta. Si attivarono telefoni e le urla delle autobotti dei pompieri arrivarono in breve tempo.

Il fuoco avanzava implacabile lasciando dietro di sé solo distruzione e morte. Quelli del paese erano stati evacuati. Probabilmente il bar appena sanificato, sigillato e snobbato sarebbe stato annientato dal fuoco…

…sarebbe stato meglio mangiarsi i soldi in sgualdrine, aveva detto in lacrime il gestore sotto gli occhi imbarazzati della moglie. Sgualdrine o mangiarseli nel gratta e vinci. O…

Gli altri annuirono. Il loro piccolo mondo era stato spazzato via

Alberto 30/6/2020

“Nel sogno le cose non sono mai limpide e materiali come quella desolata pianura su cui avanzavano schiere di uomini sconosciuti.” ( Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari)

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

14 thoughts on “Il fuoco/ The fire

      1. Intanto chi ci rimette è la Natura e i poveri animali che nel bosco vivono… e i poveracci che abitano nei dintorni che rischiano di perdere tutto.

    1. Ci sono certi deviati mentali che si divertono così. Altri pagano per avere terreni enormi da coltivare, vedi distruzione dell’Amazzonia, per produrre cibo da dare ai futuri dieci miliardi di persone della Terra, entro qualche decennio. Beh ma adesso si scade in politica, lasciamo perdere 🙂

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