Racconti brevi @ Narrativa @ STORIE DI CAMPEGGIO ESTIVO

In campeggio durante il giorno era sempre un gran casino di gente, di voci, di odori e profumi.

Sicuramente quello della pineta scaldata dal sole era uno di questi, irresistibile profumo di resina misto a quello del mare, di sardine, di vento, di onde.

Si mescolava anche con quello di qualche barbecue serale, odore di libertà, di allegria condita dalle numerose birrozze dei partecipanti.

Era un vociare di vita, di spensieratezza, quella che oggi se ne è andata per colpe non nostre.

Quando la sera diventava notte, la baraonda e il caos della giornata si trasformavano in godurioso silenzio, i giochi dei bambini dopo una certa ora si interrompevano.

Dalla veranda delle tende si accendevano le luci a gas, quel chiarore quasi glaciale ma all’epoca meraviglioso.

Non c’erano cellulari a distrarci e quindi scendevano verso la spiaggia, con la luce della luna che illuminava i nostri passi pieni di amore e desiderio.

Se non c’era nessuno, oltre il promontorio, ti spogliavo ed entrambi come una venere in mare e mi invitavi a seguirti.

Come mai i baci e l’amore nel mare di notte erano così magici ed intensi?

Come mai tu eri quella che doveva durare per sempre nella buona e cattiva sorte, nel bene e nel male?

Ha vinto il male.

Le luci delle lampade a gas si spegnevano man mano che si infittivano le ore della notte.

Il fitto del desiderio e dell’amore si infrangeva sulla riva accompagnato dalle lievi onde, dalla luce della luna, dalla gaiezza di un momento che…

…non si sarebbe ripetuto mai più.

 

Alberto 9/8/2020

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

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