Elettrica Sovietica

Elettrica, rossa di capelli, di temperamento, di sentimento e di ideali, era tutt’altro. che una zoticona di campagna senza cervello. E ignorante. Di mattina, dopo essersi lavata e spazzolata la chioma rossa di punto e a puntino, la giovane ragazza piena di sublimi idee rivoluzionarie, amava guardarsi allo specchio quasi volesse ipnotizzarsi. Io…

…io vedo prevedo, esigo e ambisco, rifletto e percepisco, cogito ergo sum che prima o poi me ne andrò da questa baracca del cavolo e sarò la nuova Guevara della giungla, il Trotskij dell’Armata Rossa, il Lin Piao dell’esercito di Liberazione cinese, il neo Vladimir Ilic Uljanov in arte Lenin della nuova storia contemporanea. Il nuovo statista rivoluziuonario…femmina però!

Erano tutti maschi, ora di cambiare.

Elettrica, terminata la sua opera ipnotica, dal momento che non aveva un cacchio da fare, proseguiva le sue riflessioni fantasiose sulla sua bici proletaria, un ferraccio da morti di fame. Già, una poveraccia come me, pensava quando forava una gomma e cambiava la camera con audaci commenti volgari, tanto che a volte si meravigliava della sua fantasia rozza.

Qualche volta si era spinta a fregare le ruote dalle bici parcheggiate lungo gli alberi del fiume, pazienza, di necessità virtù, si diceva per giustificare le sue azioni malandrine.

Insomma, giunta al suo argine preferito, quello dei tramonti e delle riflessioni più audaci, battagliere, erotiche quando doveva consolarsi (sola). Apriva il suo vecchio zaino di scuola, scuola canaglia oppressiva, e leggeva libri di storia, soprattutto del XX secolo, soprattutto dei grandi uomini politici dell’Unione Sovietica, uno Stato che non esisteva più da tanto tempo e che era andato purtroppo a farsi friggere quando non era stata neanche immaginata e concepita.

Dunque…leggiamo…1917 Rivoluzione d’Ottobre…Lenin…assalto al palazzo d’inverno di Pietrogrado che era stata prima San Pietroburgo, che sarebbe stata chiamata Leningrado alla morte di Lenin…che sarebbe tornata a chiamarsi San Pietroburgo alla fine dell’Unione Sovietica. Mmh…che casino, pensava Elettrica non capendo molto di quello che c’era scritto…

…come può una città cambiare due volte nome per poi tornare allo stesso nome di prima? Idee poco chiare? E sto Lenin, che tipo grazioso con quella barbetta. Ha sconvolto la Russia e il mondo ed è ancora là imbalsamato…devo andare a vederlo! Così il suo spirito entrerà in me e cambierà la mia vita!

Rimaneva un pò a leggere finchè si rompeva le scatole e tirava fuori la console portatile per giocare a Tomb Raider con la sua eroina Lara Croft. Cavolo se era bella lei, come Lenin. O era troppo borghese? Chissenefrega.

I giorni come la vita passavano lenti come le pigre acque del fiume e per la misteriosa e romantica Elettrica continuava a non muoversi una foglia. ma si muovevano le idee. che sarebbero rimaste solo idee ma…

…ma una vita senza idee e senza ideali non vale la pena di essere vissuta.

Albert 22/8/2020

Pubblicato da Povertà 🌟 Ricchezza

Sono attratto dalla cultura e dall'underground, Amo in maniera viscerale da sempre la Natura, le favole gotiche, le fiabe crepuscolari, il fantasy, i tramonti, la neve, i fantasmi, le situazioni balorde e divertenti e l'amore, che lo faccio raccontare a personaggi bizzarri inventati, in parte. Loro parlano per me

2 pensieri riguardo “Elettrica Sovietica

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