Elettrica Erotica #2

Elettrica, rossa di capelli, di temperamento e di idee, aveva sempre avuto le idee molto chiare sul modo di vivere una vita entusiasmante: cambiare il mondo in maniera radicale in maniera rivoluzionaria, come avevano fatto i grandi uomini del passato, da Robespierre a Che Guevara. Un’idolatria verso questi grandi personaggi che però si scontravano con la piattezza della sua vita che di rivoluzionario non aveva nulla..

…eccetto le idee, ma quelle uno poteva anche fumarsele senza una seria messa in pratica.

Questo suo temperamento per l’azione e l’impossibilità di usarla le metteva una grande ansia e irrequietezza che non sapeva come cavolo calmare. Di notte faceva sempre più spesso sogni a luci rosse e al mattino si svegliava in preda all’inquietudine di mettere in pratica quello che aveva visto nel mondo di Morfeo, ma come, accidentaccio…

…ormai era sempre più ossessionata a bastarsi da sola e ci riusciva benissimo, anche più volte al giorno, i soggetti a cui pensare non le mancavano. Il suo hobby di guerriera felina della giungla era messo nella cupa realtà vestendosi in pantaloni e maglie mimetiche, cappuccio in testa per nascondere i capelli rossi, troppo visibili (beh dai, le rosse piacciono, pupa ribelle) e, strisciando nell’erba nei luoghi dove le coppiette andavano a fare i loro porci (in tutti i sensi) comodi, spiava tutto, tuttissimo, non si perdeva nulla delle performance…

…etero, non etero, più gente insieme, insomma quelle piazzole lungo il fiume erano una FIESTA per gli occhi di una povera ragazza rivoluzionaria insoddisfatta come lei. Non posso combattere però almeno mi faccio gli occhi, pensava ben nascosta nell’erba, binocolo militare in mano e cappuccio ben calato sopra la testa. E…

…e ammazza alla fine, quando era sicura che se ne erano andati e che non ci fossero maniaci in giro, trotterellava fino alla sua sgangherata bicicletta accarezzandosi i lunghi capelli rossi (ogni tanto qualcos’altro). Quindi, come faceva quasi sempre se non pioveva, se ne andava sulla sua ansa del fiume preferita, ben imboscata, a darsi sfogo sulle immagini HOT che aveva visto o di altre volte in cui aveva visto altro. Terminate le sue cose, si appoggiava ad un pioppo a fantasticare di altre faccende, situazioni che era ormai convinta che non si sarebbero realizzate mai (mai arrendersi, Ele, ragazza mia, le diceva la cara nonna buonanima, ok nonna, però…)

Elettrica pensava anche che forse era ora di smettere di essere verginella a vent’anni suonati. Anche se era vero che pensare a certe cose banali era roba da borghesi viziati era pur vero che non si poteva continuare a fare la guardona senza soddisfare almeno UNA VOLTA le sue voglie represse. UNA VOLTA, maledizione, poi magari fa schifo e mi tolgo il pallino dalla testa e non ci penso più…più…più…

…però fallo! Per farlo serve una persona in carne ed ossa, ma io conosco solo gentaglia senza spina dorsale e senza palle.

Tornando a casa andando a zigzag con la bici, ogni tanto cadendo a terra per distrazione da pensieri troppo focosi, rifletteva a chi potesse prenderla da vera donna quale era e non una ragazzina strana, dalle idee strane (cosa per cui era famosa). Un vero macho, come certi fighi che si vedevano alla televisione, oppure quelli che si sognava di notte…

…quelli che non avevano paura di lei (come quasi tutti), quelli che la prendevano con la forza, la spingevano a terra tra i tronchi dei pioppi, le strappavano i vestiti di dosso e senza se e senza ma ZAC, le jeux soint faits. E pensa…pensa…sogna, distrazione, casino, danno ed eccola ruota della bici sbatte contro una pietra e BABUMM cadi con le chiappe a terra e le gambe all’aria, senza che nessun fico ti prenda come vorresti tu, cara Elettrica…

(torna a fare la guardona che ti riesce meglio!)

Un grazie Simona per la foto

Albert 5/10/2020

Pubblicato da Povertà 🌟 Ricchezza

Sono attratto dalla cultura e dall'underground, Amo in maniera viscerale da sempre la Natura, le favole gotiche, le fiabe crepuscolari, il fantasy, i tramonti, la neve, i fantasmi, le situazioni balorde e divertenti e l'amore, che lo faccio raccontare a personaggi bizzarri inventati, in parte. Loro parlano per me

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