Racconti brevi Il ragazzo del flipper Storie adolescenti e ragazzi di provincia

I ribelli e coloro che fanno una vita non conforme con il sistema, hanno idee indipendenti non allineate al pensiero unico dominante…

…risultano antipatici e sospetti a chiunque è illuminato solo dal pensiero in voga che conforma la massa,

Flipper Kid era odiato per questo anche se non aveva mai detto una sola parola con nessuno, ma se l’abito non fa il monaco, agli occhi degli ignoranti lo fa.

Nel bar Stella, quello vicino alla piazzetta di un paese qualunque, quasi tutti i pomeriggi, per mezz’ora precisa,

il Kid rapiva le attenzioni della bella barista e le attenzioni di odio vibrante degli avventori.

Gli occhi di lei erano infiammati dai colori rossi del flipper, quasi danzavano nei numeri del punteggio che avanzava inesorabile, incantati dalle mosse fulminee e armoniche, per nulla nervose, del giovane giocatore ombroso finchè…

…finchè mezz’ora di gioco, 100 lire tonde tonde, il Kid scriveva il punteggio su un foglietto di carta, lo piegava in quattro e…

…recuperato il bicchiere di acqua minerale vuoto con la fetta di limone in fondo, lo appoggiava sul banco.e dava a Stella il foglietto di carta.

Lei lo prendeva con mano tremante e lo leggeva, annuiva dopo essersi fissati per qualche istante che sembrava ore e scriveva il punteggio su un quaderno nero infilato tra le bottiglie di vermouth e whisky.

Quindi si girava, ma lui non c’era più…

…come fosse un uomo invisibile o un personaggio venuto da un’altra galassia, di lui non restava traccia.

Qualche idiota allora faceva qualche commento sarcastico, ora che Flipper Kid se ne era andato.

Di critica, naturalmente.

Vedo che ti piace quel tizio, sei sempre che lo guardi…lascia perdere…sicuro è un tossico…un perditempo…bla bla bla.

Stella li liquidava con un cenno della mano, ditelo quando è qua, coglioni! Naturalmente nessuno diceva niente quando LUI era là.

I mesi passarono e così le stagioni, anche quelle della vita.

Il Kid veniva quasi ogni giorno a parte la domenica, quando il bar era chiuso, una volta la domenica era rispettata come giorno di riposo.

Lui non parlava, nessuno sapeva nulla, Stella lo adorava, gli altri lo criticavano alle spalle.

Passò la calda estate, arrivò l’autunno nebbioso e triste con qualche giornata di sole che colorava di rosso gli ippocastani della piazzetta.

Gli utenti del bar stavano dentro e fuori a godersi il sole quando c’era.

Flipper Kid non venne più. Come tutte le favole dell’eroe ribelle e misterioso, del cavaliere errante, il finale non doveva essere felice.

Stella ogni tardo pomeriggio lo spettava arrivare, il suo corpo vibrava di ansia nell’attesa, ma non si fece più vedere.

Qualcuno parlò di giri di spaccio, qualcuno che aveva “sentito” di un incidente e di un ragazzo strano morto schiantandosi fuori strada in moto.

Altri se ne fregavano e non dicevano niente, la vita andava avanti benissimo senza personaggi strani con idee indipendenti, almeno a parole.

Il flipper venne venduto, la sua epoca era finita e non solo quella.

Finiva anche l’era dei bar rionali, degli incontri e delle chiacchiere in comune, della società che si incontrava, dell’amore da incontro di amici, delle parole faccia a faccia.

Stella cedette la licenza, era stanca diceva, un lavoro pesante.

In realtà gli affari non andavano più bene, le nuove tendenze di vita spopolavano i luoghi di ritrovo.

Il posto cambiò due gestioni, poi rimase abbandonato per un bel pò. Ci fecero dei parcheggi condominiali, delle antiche insegne non rimase traccia.

 

Flipper Kid e la bellezza sensuale di Stella scomparvero con il passare delle stagioni, rimasero però dentro di noi ragazzini dell’epoca che guardavano il Kid fuori dalla vetrina del bar.

Giovani ragazzi divenuti uomini invecchiati.

 

Albert 17/10/2020

 

La mia finestra dà sulla strada
Un campo e una porta e un certo cortile
Domani parto per qualunque strada
Ed in città si può anche morire

Dalle mie parti un uomo si è fermato
Ha detto che è un uomo senza età
Alle mie domande lui mi ha cantato
Una canzone che mai si fermerà

(Yu Kung, Il popolo è forte)

Il ragazzo del Flipper / Pinball Kid

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

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