Elettrica Psychopatica

A ME GLI OCCHI GUERRIERA! A me, a me e a me, tu sei la più feroce guerriera del reame, a me, me, fissatemi, occhi malvagi della bulla del reame…fissami TU TIZIA ROSSA dal nome terribile!

Elettrica, la ragazza che sognava la rivoluzione, che abitava una casetta, presso un boschetto di pioppi, della grande pianura, presso l’ansa del grande fiume italiano, aveva letto che l’ipnosi rendeva invincibili. Lo aveva letto…da qualche parte, chissà dove, beh chi se lo ricorda, pensava, alzando le spalle, quando una ha tante cose da pensare (per esempio?), non va a ricordarsi cose sceme (non erano importanti, rossa?)…

…Insomma…vedo…prevedo…che tu, ragazza rossa, guerriera Elettrica la rossa, di nome, di fatto e di temperamento focosissimo…

…tu sarai la prossima guerriera del nuovo secolo (siamo nel nuovo secolo e da un bel pò, Ele svampita) Quindi allungava le mani verso la sua figura riflessa in uno specchio e allungava le dita come un’incantatrice di serpenti. Si guardava con aria da dura, scuotendo i capelli rossi, come se le dessero fastidio, come se fossero elettrici…

…quindi rimaneva in quella posizione per quattro, cinque minuti, poi si scocciava e tornava alle sue occupazioni precedenti (giocare a Lara Croft stravaccata sul divano) convinta che entro breve sarebbe scoppiata nel suo petto l’ardita voglia della rivoluciòn (aspetta e spera, Ele).

La ragazza terribile dai capelli rossi aveva sempre avuto una condotta molto rigida della sua vita, quasi militare, del tipo alza le chiappe e muoviti per tenerti sempre in esercizio e tenere scattante il corpo che mamma e papà, il latitante lazzarone da circa venti anni, le avevano donato. Camminata, bicicletta, corsa, passo del giaguaro, strisciare nella giungla (questo soprattutto quando andava a soddisfare le sue voglie da guardona delle coppiette che andavano a pomiciare nei vari boschetti, embè ognuno ha i suoi vizi). Ora però…

…però la bella stagione era finita e le diaboliche nebbie e piogge autunnali le impedivano di muoversi senza inzupparsi d’acqua dove meglio credeva. Ogni giorno si affacciava dalla finestra del cortile e…tadannn..pioggia/nebbia/fango/schifo. Non la prendeva mai bene e cominciava ad alterarsi e ad imprecare contro la malasorte. La tentazione di andare a soddisfare la rabbia con un pacco di biscotti o caramelle gommose era forte (dacci dentro bellezza, tanto oggi siamo e domani non siamo). Ma per tenere il suo bel fisico perfetto non doveva, non doveva e all’inferno ogni tentazione (accidenti alla mamma che mi compra sta roba).

Quindi dopo una breve e deprimente camminata con l’ombrello a fissare le interminabili stradine della bassa pianura, se ne tornava a casa a giocare ai videogiochi, occupazione che le portava via gran parte della giornata. In primavera e in estate non era così, sospirava cercando di non pensare al barattolo dei biscotti, ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca…passare i giorni migliori della vita stravaccata sul divano, sognare sempre avventure senza mai cominciarne una, immaginare di essere presa da un vero uomo per soddisfare i miei sogni HOT e insomma cazzarola…

…la vita fa SCHIFO! Un pomeriggio Elettrica aveva lanciato il joystick a terra ed era andata a guardarsi allo specchio per mettere in pratica un ipnosi devastante.

EHI TU, brutta antipatica con quei capelli orrendi e il nome assurdo, stai buttando la tua vita nel cesso, i giorni passano e non combini nulla, non hai un soldo manco per andare nel paese vicino, hai una vita piatta, sei ancora vergine, non ti vuole nessuno e…e…MALEDIZIONE! Alla sfiga di essere nata in sto postaccio!

Quindi si lasciava cadere ansimante in ginocchio e piangeva un pò. Come per magia allora compariva un raggio di sole e la nebbia si diradava, gli uccelli cantavano. Elettrica si lisciava i lunghi capelli rossi guardandosi allo specchio.

Che l’ipnosi funzioni davvero?

Allora era il tempo di prendere il suo ferraccio di bici e farsi una pedalata lungo le pizzose strade della pianura per tenere allenato il suo bel corpicino, produrre serotonina, che parolona, lo aveva letto da qualche parte…dove, boh uno non può sempre ricordarsi tutto, pensare che FORSE un giorno qualcuno avrebbe bussato alla sua porta e le avrebbe proposto il comando delle truppe rivoltose, lei Elettrica psicopatica capo, riscossa dalla noia, rivincita sulla nebbia e sull’oppressione di essere soli, incompresi, abbandonati al proprio destino.

Elettrica ne era convinta e la convinzione era già un primo passo verso il cambiamento. Definitivo.

Albert 18/10/2020

Pubblicato da Povertà 🌟 Ricchezza

Sono attratto dalla cultura e dall'underground, Amo in maniera viscerale da sempre la Natura, le favole gotiche, le fiabe crepuscolari, il fantasy, i tramonti, la neve, i fantasmi, le situazioni balorde e divertenti e l'amore, che lo faccio raccontare a personaggi bizzarri inventati, in parte. Loro parlano per me

19 pensieri riguardo “Elettrica Psychopatica

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