Racconti adolescenti degli anni 80 @ Storie italiane di provincia

Che baciare fosse una bella cosa era nel nostro immaginario solo un’idea, una grande idea.

Al tempo del tempo che fu ne parlavamo ogni tanto tra noi ragazzi, lo sai c’è quella cosa che si chiama BACIO, ovvero…

…ovvero quando due bocche si incontrano e poi cosa succede, deve essere così…cosà…poi

 

…poi ci si bacia, genio, tonto!

 

Il furbacchione che faceva queste battute da infinito sapientone si chiamava Marco, detto MARK il figo,

detto anche LO STRONZO,

a seconda delle opinioni, aveva due anni più di noi e per quei tempi avere questa differenza di età contava davvero tanto.

Il Mark aveva la fama di essere un grande esperto di cose “da grandi” e secondo varie favolette che giravano, secondo anche le sue parole quando…

…quando con una sigaretta ai lati della bocca…da fico…

…una bottiglia di birra, presa a scrocco dal frigo del PAPI, nascosta nello zaino di scuola fra i libri…

…e non offriva neanche un sorso, se no che stronzo era), ci catechizzava con i suoi sermoni sulla vita…

..sui rapporti ginnici da letto (che secondo le opinioni ben condivise del Frank, detto Checco, detto PILONE, data la sua altezza)…

…opinioni che narravano che le uniche scene di ginnastica da letto che conosceva Mark erano quelle viste sui vari Le Ore, Supermen o…

…o altri favolosi giornaletti V.M 18 che si trovavano qua e là per strada (con nostra suprema gioia solitaria) o…

…o che venivano trovati negli armadi del papà, dello zio, del cugino, nonno eccetera.

Insomma Marco era uno che sapeva raccontartela bene, un cacciapalle.

Ma sulla questione “baci” il nostro uomo aveva dimostrato che ci sapeva fare bene.

Un pomeriggio, mentre eravamo al parco a fumare di nascosto, era arrivata Sophia, con la PH. come ci ripeteva lei acidamente se osavamo scrivere SoFia in qualche contesto in cui c’era da scrivere il nome.

Insomma la Sophia, che si mangiava sempre le unghie, fumava come una ciminiera e aveva una mezza fama (mai capita) di essere una pò facilotta.

Aveva intrapreso una storia con Marco e lui ci teneva che noi vedessimo come si stava con una ragazza…

 

….CAPITO SEGHE? Aveva detto ironicamente quel famoso pomeriggio quando con una mano aveva preso accanto a sè la Sophia cingendole la vita.

Lei, con sguardo ruffiano, ci aveva squadrati con la punta dell’occhio e poi…

…poi aveva cominciato a limonare con il nostro eroe aprendo e chiudendo la bocca e le labbra rosso fuoco…

…facendo vedere come si baciava alla francese con un’audacia che noi trovavamo davvero super audace.

Noi, con le sigarette in mano, comprate con una colletta collettiva, guardavamo con celato…

…OOOHHHHHH (non detti a voce ovviamente, voi seghe guardate e imparate).

Dopo qualche minuto di performance, Marco si sedeva su una panca, nascondendo la patta, e faceva sedere Sophia sulla ginocchia.

Noi facevamo finta di parlare di musica o di politica ignorando lo sguardo accusatorio…

…ma non troppo, di Mark che pensava di non avere sufficiente attenzione.

E ce l’aveva, cavolo se ce l’aveva.

Ci pensava la Sophia a rimarcarlo, baciando sul collo il fortunato (stronzo) con parole, dai, lasciali perdere, sono ancora giovani…non capiscono…

…hanno i giornaletti V.M. 18 per sfogarsi e altre sottigliezze.

Una volta il Pilone le aveva detto che era solo una zoccola viziata, Marco lo aveva preso a calci nel sedere con la punta degli stivali. Non…

…non osare dire così della Sophi, SEGA!

Nessuno aveva osato difenderlo, ma si sa che il coraggio era ed è una virtù di pochi eletti.

Tempo dopo la tanto venerata Sophia era sparita dal nostro circolo semi perdente…

…si vociferava che il padre di lei aveva menato il Mark perchè li aveva sorpresi a fare quelle cose da grandi nel lettone matrimoniale.

Lei non si era persa d’animo ed era andata nel lettone matrimoniale di un altro tizio, uno che girava con una Vespa 125 PX…

…che girava per i bar, era amico di un fenomeno che giocava a Flipper in bar Stella, anche di uno strano personaggio chiamato Tango.

L’UOMO MISTERIOSO insomma che tanto affascinava le ragazze.

Per noi compari invece il famoso bacio doveva rimanere un sogno ancora per qualche tempo, poi si capì.

Si capì anche che certi sogni erano meglio quando rimanevano sogni…

…la conoscenza intralcia il giusto cammino dei sogni dell’oblio e della sana ignoranza.

 

Albert 9/11/2020

 

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali, dal disagio sociale e la tematica giovanile. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, scrivere qualche riga qua e là su temi giovanili, personaggi femminili tragicomici e un po vintage, perchè mi piace così. Ad maiora

22 thoughts on “Racconti adolescenti degli anni 80 @ Storie italiane di provincia

        1. I racconti giovanili, semi autobiografici, sono sempre piacevoli da raccontare, li farei durare chilometri. E..oh this Kiss, poi nell’interpretazione di Paola Turci lo impreziosisce 🙂

        2. Sembra di starci dentro anche se non sei pedante coi dettagli.
          Hai una capacità di creare immagini senza descrizioni. Non è da tutti

        3. Grazie mille. Fare queste storie è come viaggiare nel tempo e mi piace estraniarmi dalla realtà per rivivere anche solo scrivendo emozioni dell’ era del liceo 😑

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