Steffy e il Deserto dei Tartari

Per la piagnucolosa e lagnosa, aggiungici regina delle gnocche, aggiunto, grazie, prego, me ne frego, Stefania in arte Steffy il tempo autunnale della nebbia e della rottura del LOCCHEDAUN è tornato. Tornato come una sciabola, come la ghigliottina dell’ingiustizia, qualcosa che non va maledizione e…

…e sempre sul suo collo ovviamente, non su quello degli altri. Se chiami sfiga, arriva sfiga, te la sei chiamata tuta l’estate a brontolare quindi è arrivato il conto Stefania bellezza mia. Ma io non sapevo…cavoli tuoi baby.

Stravaccata sul morbido divano, lei morbida di suo ( le tue tette sono come un morbido cuscino, Stef amore, le aveva detto un giorno un suo ex, uno dei tanti, di quelli belli però, i brutti se li tengano le altre galline) Sta finendo di leggere (si leggo anche io) il “Deserto dei Tartari” di Buzzati. Il libro, dono di un suo amico. La dedica in prima pagina, spietata e tagliente come la famosa GHIGLIOTTINA che medita di tagliarle il collo.

PER TE CARA STEFFY, IL TEMPO PASSA E FINISCE IN UN LAMPO. GODITELA ALLA GRANDE, UN SALUTO. GINO

Più sotto cancellato ma ben visibile un “ti odio stronza”. Povero Gino, pensa Steffy fissando il soffitto del soggiorno con aria riflessiva, ti ho trattato male malissimo. Mi spiace ma…la vita è una valle di lacrime, così parlò chi, cacchiarola maledizione, sicuro non Zarathustra…amen, chissenefrega, sempre perderci in queste seghe mentali (sicuro in quelle NON mentali ti distinguevi bene al liceo, Stefania monella)

Dunque, dice abbassandosi gli occhiali (gli anni passano, ocio Stefania), il giovane tenente Drogo parte per la fortezza Bastiani, luogo militare posto in un luogo remoto per difendere i confini…attendere per anni e anni l’attacco di un nemico che non arriva mai e mai…i famosi Tartari appunto…alla fine arrivano ma lui è ormai vecchio…congedo…lo rimandano a casa…muore da solo come un cane in un’anonima locanda. TAC, le jeux sont faits, caro Drogo…

Pur non essendo mai stata una grande lettrice (suvvia a scuola eri una secchiona, appunto là si) questo deserto dei Tartari l’aveva sempre affascinata (anche per il libro ricevuto a gratis) vuoi perchè si nomina il deserto, cado caliente come le playas di Malibù, poi perchè aveva sentito che fa riflettere.. Ma riflettere su cosa? Uhm…

…Steffy si toglie gli occhiali, li appoggia sul tavolo e con un sospiro si mette le mani dietro la testa e si mette e riflettere. Con la coda dell’occhio vede il display del telefono lampeggiare ma lo ignora, non ora. Dunque…dunque…aguzza il cervello bella ragazza…

DESERTO DEI TARTARI – luogo remoto inaccessibile ai confini del mondo

FORTEZZA BASTIANI – specie di galera che assorbe le ambizioni e i giorni, gli anni della vita

VISIONE DELL’ORIZZONTE/TARTARI – attesa di un nemico che non arriva mai

ARRIVO DEI TARTARI – inizio dell’azione e dell’obiettivo di vita quando il tempo è scaduto

MORTE IN UNA SQUALLIDA LOCANDA – oltre il danno la beffa

Come un fulmine al ciel sereno alla Steffy appare la verità della vita. Si alza dal torpore morbido del divano e si avvia a piedi scalzi verso la cucina a bere un pò d’acqua. Alcune gocce finiscono nel lavabo con un ritmico TAC TAC così come TAC TAC fanno le lancette dell’orologio con le braccia di MIckey Mouse sulla parete.

Tempo…tempo…ritmico come un’elettrica danza che passa , come quelli che ballano sulle braci di un fuoco e si accorgono perfettamente del momento in cui vivono perchè sentono l’energia dell’istante. E noi, io? Io sono nella fortezza Bastiani ad attendere i Tartari, l’azione e aspetto di andare a finire la mia vita in una squallida locanda.

Molto bene, perfetto, esclama la lei sciogliendosi la chioma sulle spalle. Se li accarezza con le dita guardando le dita di Mickey Mouse sulle ore dell’orologio della cucina e della vita. Le viene in mente il viso della zietta più che quarantenne che passa le giornate su Youtube a guardare i video musicali della sua adolescenza ingozzandosi di dolci e piangere il fottuto tempo. Ah Stefania, nipote, fai, fai, fai agisci, fai più cose possibile finchè sei giovane e i maschi ti corrono dietro come mosche, poi finirai come me, inevitabile…

…il destino è segnato!

Anche no, zietta, cavolo, borbotta Steffy mordendosi le dita nervosamente. Prende il Deserto dei Tartari e lo rimette nella sua scarna libreria. Al diavolo, meglio non pensarci troppo.

Il telefono, già il telefono. Videochiamata persa, Giacomo, ah caro, ok adesso ti richiamo prima però corre a sistemarsi davanti allo specchio, truccandosi delicatamente come una bella principessa. Eh, il Giacomo è uno con il grano, bisogna ruffianarsi come Dio comanda. Il locchedaun del cavolo finirà e andremo…andremo nella fortezza Bastiani, ride con poca convinzione.

D’altronde il momento per godere è un attimo dannatamente rapido rapido, scivola via come la famosa sabbia dalle mani…come gli anni ai confini settentrionali del Deserto dei Tartari.

Albert 22/11/2020

Pubblicato da Povertà 🌟 Ricchezza

Sono attratto dalla cultura e dall'underground, Amo da sempre la Natura, le favole nordiche, le fiabe crepuscolari, i tramonti, la neve, i fantasmi, le storie legate all'adolescenza e all'essere giovani, narrando in prima persona avvenimenti e avventure dei cosiddetti "bei tempi" La cosa più bella è dare emozioni e gioia, questo blog è nato per questo.

2 pensieri riguardo “Steffy e il Deserto dei Tartari

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