Storie degli anni 80 @ Racconti brevi di adolescenti e ragazzi

Che frequentare certe compagnie invece di altre NON fosse un terno al lotto lo potevano immaginare anche i ciechi o sentire i sordi.

Alcune erano composte da nati vecchi, da vecchi giovani per dirla al contrario. Quelle da ci vediamo in piazzetta sotto il platano alle nove di sera e poi andiamo a casa mia a guardare un film…

…oppure andiamo a giocare a Risiko, Monopoli, poker con fagioli al posto delle fiches e altre palle mostruose.

Per non rimanere soli al sabato sera e/o in quel frangente di vita bisognava condividere simili drammatiche serate mentre i cosiddetti anni “verdi” della vita decollavano uno dietro l’altro nella noia alla velocità dello Space Shuttle senza rendersi conto del COUNTDOWN finale verso l’ingloriosa grande età…

…ovvero la grande fregatura perchè…

…lancia una pietra nello spazio e questa non si fermerà mai più: il suo destino è segnato e tu sei fregato.

Le ragazze della nostra compagnia erano veramente poche, pochissime.

Meteore che si facevano vedere per un periodo perchè una era la cugina dell’altro o l’amica di un altro ancora e aveva sentito dire questo, quello e quell’altro e poi si eclissavano se non avevano motivo valido di restare.

Il motivo per restare era la cotta per qualche ragazzo, roba che se succedeva, se la scintilla si accendeva non durava granchè oppure perchè si fumava o beveva a gratis.

Agli OCCHI DOLCI DI CERBIATTA PROFUMATA DI GOMMA DA MASTICARE E SIGARETTA…

…spesso con minigonne jeans, collant bianchi e suono roboante di stivali non potevi dire di no anche se fosse stata un cesso apocalittico.

Chi vive nell’abbondanza di girls non soffre di questi problemi, chi invece è un morto di fame (altra parola per fame, inizia sempre con la F) basta languido sguardo appunto e soave sorrisetto malizioso…

…eddai offrimene una, lasciami un tiro, prestami qualche soldo, te lo torno domani. E così il gonzo morto di fame…

…come pesce nella rete o infarinato prima di lanciarsi nella padella oleosa rovente non esitava a fare tutto quello che gli veniva richiesto, anzi a fare molto di più.

Con inizio di ardita e sonora balbuzie vuotava persino il portafogli oppure le regalava l’intero pacchetto di sigarette. T..tt.t…ieni ne h..h…o un altro in cartella. Tac, fatta, grazie bello, mi piaci molto.

Un trucchetto femminile usato per ottenere era quello di passare l’indice sotto il mento del pollo di turno.

Non il MASCHIO ALFA ovvio, quello, che viveva di abbondanza di girls, le mandava a farsi fottere. Per noialtri, a meno di trovare il braccio corto, il taccagno, non esistevano questi problemi.

Alla fine della fiera però, dopo che ci eravamo fatti, non gli ALFA, mille sogni di gloria, restavamo in braghe di tela, a bocca asciutta.

Guarda sti sfigati, diceva una, dopo avere proposto di andare a fare un giro per il centro a guardare negozi o a farsi un aperitivo, se te lo davano ovvio…

…già, diceva l’altra se non era coinvolta in qualche tresca o aveva interessi nel frequentarci. Quindi…

…quindi se ne andavano lasciandoci da soli, only men team, solo uomini a friggerci nelle nostre strane convinzioni esistenziali/politiche.

Si parlava spesso di politica, scappavano via. Si parlava di pallone, scappavano via. Si parlava timidamente di sesso, niente eravamo dei maniaci sessuali da tenere alla larga. Dopo avere scroccato quello che a loro interessava.

I nostri commenti nei loro confronti erano facilmente intuibili. Quella stronza mi fa fumato tutte le siga, quella zoccola non mi ha tornato il grano, quella scema aveva detto che saremmo usciti insieme e invece un cacchio. Ma…

…ma prima che la pietra voli nello spazio ci vuole una mano che la lanci per bene.

 

Albert 24/11/2020

 

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

11 thoughts on “Storie degli anni 80 @ Racconti brevi di adolescenti e ragazzi

  1. Mi hai strappato un sorriso…mi hai riportato a una non più giovane me ,che non essendo quella in mini ne’con gli occhi da cerbiatta ,se ne stava lì con il gruppetto di amici maschi ,un po’ in disparte (su un gradino o sul muretto di solito)
    a osservare lo stillicidio in silenzio …e a offrir sigarette o una birra a chi poi cercava una spalla su cui piangere
    “ma perché le femmine siete così stronze???”-“meno male che ci sei tu”…. già già.. ho impatto molto sul comportamento umano 😊

    1. Ahahah, si si, la spalla su cui piangere, mi hai dato un’idea per il futuro bloggeristico. I casi da ricerca di affetto non rientravano sicuramente nei maschi alfa, quelli là se ne stavano sempre a fare i cazzari con la barbie di turno e la scena che descrivi avveniva di solito dopo sonore bevute e fumate di robe speziate, quando cadevano i tabù e ci si poteva “confessare” senza essere mandati al qual paese 🙂

      1. Credimi…ho visto anche Alfa frignare…mollati dalle Barbie per altri alfa un po’ più alfa,che poi erano solo dei deficienti con quattro soldi in piu’ , e sì succedeva dopo una tipica birrata da Hobbit e tanta erbapipa di Pianilongone! 😏

        1. Favoloso, le ultime due righe mi hanno quasi commosso 😉 Ma si gli alfa erano di vari tipi, a me stavano sulle balle per le loro catechesi sulla vita vincente e vari blablabla. Poi nove su dieci la ruota si è ribaltata e sti supereroi sono finiti dal punto A al punto Z, tic tac 🙂

    1. Ci sono tante persone che si rivedono in queste cose e alla fine rimane un pò di amaro in bocca per avere sprecato in lamentele e robe simili gli anni cosiddetti verdi. La vita è un’evoluzione dell’essere ovvio, niente rimane immutato però ripensare al poker con i fagioli o le scroccone di sigarette viene da pensare ad un tempo finito morto sepolto, amen sorella

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