Racconti brevi @ Il cambiamento senza tempo

 

Ho usato le mani per prendermi il viso, appoggiare i gomiti su un prato e disteso nell’erba guardare lontano fino a notte.

Quando provenendo sia da oriente sia da occidente dopo avere camminato tutta una vita mi sono fermato ad aspettare l’arrivo del cambiamento, 

il cambiamento che arriva quando non lo chiami.

Il prato e l’orizzonte erano i traguardi che avevo sempre sognato

 

 A. 29/12/2020    

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

37 thoughts on “Racconti brevi @ Il cambiamento senza tempo

      1. Ma i tuoi racconti sono bellissimi proprio perché toccano con leggerezza la profondità degli adolescenti.

        Hai un’ottima penna, comunque.
        Facile ma non banale.

      2. Che parole gentili grazie 😊 ho avuto la fortuna di non avere compagnie che parlassero di calcio e menate simili ma si andava a suonare e fare musica in cantine fumose, a passare ore in negozi di dischi, parlare di cultura underground, cose eccentriche, persone fragili e originali. Io stavo molto a guardare ed ascoltare cosa facevano. Una buona simbiosi 😃

      3. Mi hai fatto venire in mente questo
        (Le mie “fantasticazioni”, sin da quando ero ragazzina, Erano tutte ambientate in locali fumosi, impregnati di fumo, di odore di alcool e di sudore, col sottofondo assordante di musica rock, chitarre stridenti e voci graffiate. Io amo i Beatles! Sarà per questo che mi piacciono molto i tuoi racconti😊)

        https://youtu.be/N0TI4GQMQ34

      4. Ecco era più o meno così, non sempre ovvio. Ma sui dischi si, ne ho appena comprati 160 così per non restare a secco ahah, cavolo fra quelli e libri non mi muovo più in casa. Peccato che poi il fantastico mondo che poi non era così fantastico si è dissolto nelle solite faide gruppetti e altre robe facendo finire quell’epoca spensierata. Le morose erano quelle più spietate nel dividere..già così fu 😬

      5. Ho una manciata di vinili House di quando mio frat faceva il Dj. Qualcosa dei datura, usura, fargetta.

        Ma io sono più per il rock (‘n’roll).

      6. Sul rock e heavy metal ce ne ho tanti, voglio loro molto bene perchè sono tutti presi all’epoca, che era l’epoca d’oro, bruciandomi le paghette e prendendo cazziate dal parentado (spendi soldi in ste boiate)

      7. beh quello di Frank Zappa deve avere un suo valore lodevole, quello dei Rem un pò meno, Presley dipende da quanto ha venduto l’album. Esempio banale_: Thriller di Jackson ha venduto 120 milioni di copie, quindi un LP suo non vale una cippa, idem per che so, Like a virgin di Madonna o La voce del padrone di Battiato. Se ci sono tante copie vale poco se è più di nicchia, bootleg o chicche allora la roba cambia. Esempio Acropoli dei Desertica di cui ci sono 10 copie al mondo e una ce l’ho io vale 😉

      8. O quello che è nella mia foto che tengo in mano e indico col dito la tipa che addenta un gelato, un maxi single della Baby Records con tre tracce del 1978, molto belle tra l’altro di disco italo tedesca è un buon pezzo originale 🙂

      9. Quello di Elvis è il suo primo album italiano.
        Vale all’incirca €1500. Stima fatta una decina d’anni fa circa.
        Quello dei Rem ha valore affettivo. Quello di Zappa è raro.

      1. it’s not too hard – just a widget to add – if you have any probs, go to wordpress.com/help & they’ll show you how 🙂

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