Storie di adolescenti negli anni 80 @ STORIE DI PERIFERIA A 16 ANNI @ Racconti brevi @ Narrativa

 

IN PERIFERIA

In periferia le storie anonime di vita di tanti nella maggior parte dei casi si confondevano con il grigio dei palazzi…

…delle casette, dei canali tombati che provenivano dalla campagna, dal verde dei parchi, dal grigio dell’inverno, dallo smog, dall’inquinamento…

Eravamo ragazzi di periferia, periferia della grande città di pianura, dove c’erano lunghe e frequenti nebbie d’inverno e caldo umido soffocante d’estate.

Il mare era lontano anche centinaia di chilometri e così anche le montagne.

Eravamo nel limbo padano dei grigi quartieri popolari, dove c’erano i capolinea degli autobus…

…dove gli autobus tornavano indietro, verso il centro, verso la vita, dove i ragazzi della nostra età…

…potevano godersi scorci urbani di vita e di vizi che a noi erano quasi proibiti.

 

IN PERIFERIA: KATIA DISCUTE CON SUA MADRE E LE PRENDE

 

La nostra collega Katia ne aveva parlato un sabato tardo pomeriggio a casa con la mammina.

Voglio andare a fare un giro in centro e non ho soldi, no money no fun e mamma i need some money, per favore, please e…

Sua madre aveva incrociato le braccia e fatto di no con il capo.

Sei troppo giovane per andare in centro.
Ma ho sedici anni, mica due.

Sei una ragazza troppo carina, se vai lì finiresti in preda dei ragazzi più grandi che…che…

Che cosa?

Sua madre si era voltata verso la finestra a guardare i lampioni della strada illuminarsi con la loro bianca e spettrale luce il viale anonimo tra case anonime piene di vite anonime.

Non farmi dire cose che già sai, una ragazza carina adolescente non deve andare in quella gabbia infernale di gentaglia poco raccomandabile e sei carina…

…ma sono brutta mamma, dove vedi che sono carina? Sono un rospo e…

...non mi fila nessuno, voleva aggiungere pensando alle amiche del nostro gruppo ben più fighette di lei e...

Non cercare di infinocchiarmi con queste chiacchiere, ti darò due soldi per andare a prendere un gelato al bar qua sotto e stop.

Katia aveva cominciato ad innervosirsi sentendosi impotente come una marmocchia di quarta elementare.

Ma gli altri ci vanno in centro eccome e sono ragazze belle e sono anche tornate indietro sane e salve, quindi non vedo perchè fare tutte queste storie e poi…gelati!

Chi se ne frega dei gelati!

Sono grande ormai, voglio la mia libertà!

Non mi interessa cosa fanno le altre, anche alla televisione hanno detto che hanno mmhh…

…fatto cose poco carine ad una ragazza della tua età…

…violentata…abusata…sessualmente, oh che cosa mi fai dire, queste parole sconvenienti per…

Mamma, la televisione racconta una montagna di stronzate, non vedo perchè devi credere a tutto quello che dicono e poi…poi…

Sua madre le aveva dato una sberla.
Katia era rimasta impietrita come una statua di gesso, con la bocca aperta.

Non dire mai più queste parole con me, signorina o ti scordi di andare a fare la vagabonda al sabato con quei tuoi amici strambi, chiaro?

Ora sparisci in camera tua, non voglio parlarne più!

Dopo la faccenda, la povera Katia aveva sfogato la sua delusione e frustrazione sulle pagine del suo diario segreto.

Un giorno me ne andrò da questa fottuta periferia e dal comando dei miei genitori…

…da quella stronza di mia madre, dai prof di scuola e dai bastardi che mi impediscono di vivere.

Chi me impedirà…lo ucciderò! Parola di K.

 

IN PERIFERIA: VORREI DIRTI CHE MI PIACI MA...

 

Un pomeriggio dei tanti, il nostro amico Andrea, quello che sembrava sempre vivere in una sorta di trance…

…un TRIP infinito verso chissà quali mondi immaginari, si era diretto verso la Michela  Michelina, che se ne stava appartata ad ascoltare musica con il walkman.

Fumava guardando il fumo andare verso il cielo nebbioso di gennaio…anche lei in trance, in un mondo tutto suo.

Quando aveva visto Andrea davanti a lei aveva fatto un espressione scocciata e aveva stoppato il nastro.

Lui aveva visto il filtro della sigaretta rosso di rossetto rosso rosso, rosso sangue.

Terribilmente eccitante, avrebbe voluto assaporare quel filtro.

Che cosa c’è? aveva chiesto lei con gli occhi socchiusi…facendo scorrere le dita attorno agli anelli che portava alle orecchie.

Sai…io…scusami…posso sedermi vicino…?

 

Michy si era spostata per fargli posto e aveva continuato a toccarsi gli anelli nervosamente.

Al suo silenzio si era voltata a fissarlo.
Allora, volevi dirmi qualcosa?

Si, mi piaci, mi piaci, mi piaci, mi piaci, ti adoro…ti amo!

Avrebbe voluto dire il timido Andrea con la sua anda lisergica, dagli occhi acquosi, azzurri come il cielo.

Quello che ci avrebbe lasciati per primo.
Ehm…ehm…mmh…cosa ascolti di bello?

Michy aveva soffiato fumo verso il cielo scuotendo la testa.

Secondo te cosa sto ascoltando, genio?
Eh…penso…penso…

Toffee ascolta Vasco come Vasco ascolta Toffee, direi tonto!

Non capisco il senso di certe domande che mi fanno, adulti compresi, non dico di essere un libro aperto ma…

Ma…?

Ecco, non avevi detto che dovevi andare a pensare?

Adesso non ho voglia di parlare, sono arrabbiata con…con…beh sono cavoli miei, ciao!

Andrea si era quindi alzato dalla panchina e con il suo strano modo di camminare si era allontanato verso noialtri…

…noialtri immersi nella nebbia di pianura, nebbia di periferia, nebbia inquinata, nebbia di ieri.

Albert 23/1/2021
Sergio Endrigo, La Periferia 1962

http:/https://www.youtube.com/watch?v=_1XsNdyU4Is&t=13s

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

15 thoughts on “Storie di adolescenti negli anni 80 @ STORIE DI PERIFERIA A 16 ANNI @ Racconti brevi @ Narrativa

    1. Si vorrebbero fare tante cose e si ha tanto tempo, cioè si ha un’altra percezione del tempo, prima volevo scrivere un’altra cosa ma mi è sfuggita di mente sarà che ho tante cose da fare e il tempo non mi basta 🙂

  1. Sempre belli questi scorci, istantanee di vita passata anche per me, che ero a 600km di distanza, ma penso lo sia per tutti quelli della nostra generazione…

  2. Le periferie sembrano tutte uguali, i ragazzi di quelle periferie anche. Incredibile. Ritorno indietro, alle estati romane calde, torride e vuote, passate sui muretti a sudare, ascoltare musica e a prevedere il futuro …tutto cominciava con un “andrò via da qui e fanculo a quello che dicono i miei” …

    1. Io adoro la periferia, la trovo molto romantica pur spesso nel suo ruolo urbano di serie B. I bar e negozi sanno di vissuta, le case hanno o avevano quel qualchè di misterioso. Si parlava discuteva litigava beveva faceva mille film mentali, poi non succedeva niente di che. Nella mia periferia di quelli che conoscevo non è rimasto quasi nessuno, altri so che se ne son andati lontano davvero, della maggior parte non so niente. Mi affascina sta roba, il mondo perduto delle illusioni. Suona bene…bene

        1. Guarda, io non conosco la periferia romana dato che sono a tre km dal confine nazionale col mondo dell’est, quindi son più esterofilo che patriottico. Pasolini è un mio quasi conterraneo e…beh sto divulgando su robe che non c’entrano. Mi piace molto la scena di Caro Diario di Moretti quando va in vespa sul luogo dove hanno ammazzato P.P. Pasolini e quella musica in sottofondo, di mare, distanza, dolore, estate, meraviglia, malinconia, riflessione. A parte tutto Caro Diario, se la periferia romana è così è davvero molto bella, mediterranea, strana (per le mie latitudini geografiche e mentali) 🙂

        2. Dopo circa dieci volte che l’ho rivisto ho capito forse Caro diario, geniale, un nonsense da brividi e paesaggi, pensieri folli, ne starei a parlare per ore. Ah grazie, darò un’occhiata

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