Bar di periferia @ TRA IL BAR STELLA E IL ROXY BAR @ Racconti brevi e narrativa @ Ricordi della provincia italiana

 

Il bar di Stella non aveva niente di particolare rispetto a qualsiasi altro bar di periferia.

Come tutti i bravi locali dell’epoca aveva il classico bancone a “L” e dietro questo c’erano gli scaffali a specchio pieni di bottiglie di alcolici e liquori.

Ce n’era davvero per tutti i gusti, dal classico cognac o grappa…o anice o prugna per correggere il caffè del mattino presto…

…prima di andare al lavoro, ai successivi cognac, grappa, anice…senza caffè…

…agli aperitivi o vermouth pre pranzo, amari, digestivi e altro post pranzo, più birrette, birre grandi, vini di marca o scadente qualità spinata…

…spritz, Campari, Negroni, whisky, bombardini, punch e chi più ne ha più ne metta. Passatempi alcolici da bar insomma, senza fronzoli senza onore e senza gloria.

Sul banco, oltre le zuccheriere punteggiate di gocce di caffè che cadeva dai cucchiaini disattenti e distratti, c’erano numerosi portaceneri, solitamente di vetro…all’epoca fumavano tutti o quasi tutti.

La vista si fermava sui vetri opachi e appannati di vapore acqueo che davano sulla piazzetta e sulle persone che passavano lungo il marciapiede, intabarrate, con le mani in tasca, ognuno in fondo perso per i fatti suoi come diceva sempre…

…sempre la nostra amica Michy cantando “Vita Spericolata” del Blasco, nostro idolo, rocker ribelle dei nostri anni verdi.

 

E poi ci troveremo come le stars 

a bere del whisky al Roxy Bar

o forse non ci troveremo mai……

ognuno a rincorrere i suoi guai.

Albert 29/1/2021

 

http:/https://www.youtube.com/watch?v=LXGcsstqKHw

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

62 thoughts on “Bar di periferia @ TRA IL BAR STELLA E IL ROXY BAR @ Racconti brevi e narrativa @ Ricordi della provincia italiana

      1. Sapori etilici che al momento non sono più tanto permessi e sapori di quando si era un pochettino più “piccoli”..

        1. “Provato sul fegato”🤣🤣 ecco! Hai i diritti su questa?🤣🙈🙊

    1. Esattamente carissima, il BAR, quelli belli e fumosi di periferia, quante giornate serate trascorse coi baristi, maestri di vita e bariste maliziose. Quando la birra costava troppo e non si avevano i soldi si stava là ad aspettare che qualcuno offrisse…tra un mare di nebbia fumosa…liti, risa, confessioni di ubriachi, suoni, vita 🙂

        1. A chi lo dici, per tornare a casa coi vestiti e i capelli che sapevano di acre fumoso 😉 La storia ha anche un proseguo malinconico (ovvio) ma visto che poi sarebbe stata troppo lunga e uno magari si rompeva le balle nel leggerla la metto domani

        2. Grazie, sempre gentile. Sono bellini si, poi a me piacciono molto i personaggi che sono così…non so come definirli…vivi che sembra di sentirli parlare, parlano nella mente, ti raccontano la loro storia…visioni fuori dal tempo. Sensazioni stupende 🙂

        3. Grazie grazie, i racconti devono essere semplici, la felicità si misura in soffi e carezze narrative lievi e non paroloni detti senza sentimenti. Sentimenti a base di ogni parola, ok andiamo in pace, amen 😀

      1. Ma anche da piccola, il ghiacciolo, i giochi elettronici, il flipper, le bocce, la briscola, il pincanello, le caramelle sciolte, la bibita, il nonno… Nonno? Nonno??? Dov’è finito mio nonno?????? All’altro bar! (Che fatica far le cacciatrici di nonni…)

        1. Notevole, anche io provavo le stesse cose quando il nonno mi portava a fare un giro, lui si fermava al bar a salutare gli amici e questi saluti duravano anche due tre ore. Lui a sbevazzare così tornava a casa ciucco e poi baruffe con la nonna e io a sorbirmi la solfa. Un’infanzia da frontiera ahah 😉

        2. Il bello è che poi anche se da sola ero di casa… anche per avere una toilette quando giocavo in giro per il quartiere. Frontiera sì 😉

        3. E si sperperava il patrimonio accumulato coi sudori dei servigi prestati nel dopo pranzo dai nonni alle giostrine cavalcabili di Goldrake e Furia!🙂😛

        4. Mi pare che c’era Goldrake nelle giostre si. Si spendeva di più nei luna park al gioco dei cavalli per vincere bottiglie di finto spumante, gas puro in pratica, che si beveva di nascosto dietro i braccianti. E si fumava…azz devo fare un’avventura dei nostri eroi al luna park e farli combinare un casino 😃

        5. Si, mi pare costassero 200 o 500 lire, boh chi se lo ricorda. Le palline colorate gommose erano piene di coloranti, ti pasticciavi la bocca e le labbra di colore, che restava…la carie, il dentista…ecc 🙂

    1. Non me ne ero mai accorto, ho sempre ascoltato solo il meraviglioso testo, evocativo sulla morte dei sogli e delle illusioni con il finale di vita spericolata che è la ciliegina sulla torta del dolore e la sofferenza del cambiamento

      1. Eh eh… io faccio spesso caso a cose “iirrilevanti”.😁😁
        L’assolo di marimba come leitmotiv del brano e i flauti col sax soprano alla fine giocano un ruolo non indifferente nel creare un inconscio stridore tra l’evocatività quasi esotica dei suoni usati il senso tragico del realismo del testo.
        Per questo funziona.

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