STORIE DELLA PIAZZA, DEL BAR, DELL’EDICOLA EQUIVOCA @ Avventure, ricordi ed emozioni degli anni 80/90

 

STELLA, IL BAR E LA NUOVA EDICOLA IN PIAZZA

In piazzetta sotto i platani, a posto del chiosco di fiori avevano aperto un’edicola. Il chiosco floreale aveva troppo aria di cappella mortuaria, meglio il cambiamento

Il bar Stella stava sull’angolo della piazzetta a pochi metri dall’edicola, il che aveva fatto molto piacere alla giovane bionda riccia padrona del locale.

Edicola, giornali poi a farsi un caffè o aperitivo dalla sottoscritta, aveva pensato Stella con le mani incrociate.

Il tizio dell’edicola l’aveva salutata, lei aveva fatto un cenno militare con le dita sopra le ciglia. La chiesa aveva battuto il mezzogiorno, la gente si faceva di amari e cognac, meraviglioso.

Fumava dentro, amen, Stella guardava il cielo luminoso della primavera come un presagio per un futuro fantastico.

Per i prossimi dieci anni? Anche cinquanta, da giovane fighetta però,

Ho l’elisir dell’eterna giovinezza.

 

OPINIONI SULLA SFIGA

 

Un sabato pomeriggio, noi della compagnia delle quarte di scuola, i soliti, ci eravamo trovati in quattro gatti in bar.

Niente giardinetti in quel tempo, la comunità dei tossici si era presa il nostro posto preferito, quindi per il momento il bar di Stella era il nostro punto fisso.

Si potrebbe sempre andare a fare un giro in centro oppure in qualche gelateria più chic, aveva brontolato la Vale vedendo alcuni uomini ubriachi fissare lei e le altre due con occhi da maniaci sessuali.

Frankie aveva alzato le spalle, no va bene qua, anche se non abbiamo soldi la Stella ci fa credito e possiamo stare qua in pace, altrove ci manderebbero via a calci nel sedere.

E chi te lo dice? Prederanno a calci te, a noi fighe ci stenderebbero tappeti rossi.

Fighe? aveva replicato sarcastico l’altro.

Si, fighe, fighissime anzi, aveva sbottato la Toffee con muso duro, qualcosa in contrario?

Dovresti andare in chiesa ad accendere un cero per la fortuna di avere qualcuna che esce con te e gli altri maschi sfigati.

Sfigati a chi?

Forse sbagli qualcosa, tesoro, aveva chiesto il Piero lisciandosi i capelli pieni di gel.

Alla Michelina Piero piaceva un pò, ma solo un pò, il suo unico amore era il caro Vasco.

LUI e solo lui, SIAMO SOLO NOI, ma solo noi…noi due caro Vasco, prendimi e portami via e…

E niente, cara Michi, devi imparare a tenere quella tua linguetta tra i denti prima di spararle.

Aveva cercato gli occhi delle compagne per avere manforte ma niente, quindi aveva fissato Piero con aria di sfida mormorando il suo classico “fanculo” scacciapensieri, scaccia baruffe o innesta baruffe.

Piero, yuppie ricco da fare schifo, aveva fatto un cenno della mano e la faccenda si era risolta 1-1

 

NOI, IL BAR STELLA, L’EDICOLA, VITA LIBERA, LIBERTA’

Il Checco era stato particolarmente distratto quel pomeriggio, guardava l’edicola tutto il tempo

Ehi, che cosa ti prende oggi? Sei con noi o per i fatti tuoi? gli aveva chiesto la Michelina ancora nervosa per la mini baruffa con Piero.

Checco si era messo a ridere, sono con voi, con chi vuoi che sia.

Mi sembra che guardi qualcosa in edicola, aveva borbottato la Katia mangiando un ghiacciolo alla menta che le stava gocciolando sulle braghe, se ne sarebbe accorta dopo.

Un ghiacciolo si cara Katia, la povertà proletaria non ti può permettere gelati più costosi o una birretta, magari, cazzarola, al diavolo la miseria.

Ah…aha…AAHHH, tutto chiaro, chiarissimo, aveva detto la Toffee alzandosi in piedi per vedere cosa stesse guardando.

Il lato dell’edicola era quello delle riviste e VHS porno, fornitissimo, in piena visione dal bar. Bar, aperitivo e visione a luci rosse, vieni a comprare qualcosa bello.

L’arte degli affari è l’arte di essere furbi, cari ragazzi!

Eh certo, gli ormoni del nostro amico girano a mille con simili panorami, aveva sentenziato Katia facendosi accendere una sigaretta da Frankie.

Sapevamo che eri un pò maniaco, ma era solo un sospetto, ora sembra sia chiaro come il fatto che Vasco sia il più figo del mondo, aveva proseguito Michi facendo notare a Katia la macchia di ghiacciolo sui pantaloni che trasale…

Mia madre si incazzerà…

Piero chiacchiera con una sbarbina che gioca a Pacman, Stella guarda con desiderio il misterioso Kid, il figo ribelle che gioca a flipper…

Checco si giustifica, non guardavo nessun giornaletto porno…

…Frankie beve birra beato, la vita pulsa, tutto si muove, animato come microcosmo perfetto del perfetto mondo di ieri.

RIDE LIKE THE WIND TO BE FREE AGAIN

 

Albert 21/3/2021

http:/https://www.youtube.com/watch?v=cEjp09W8DJQ http:/https://www.youtube.com/watch?v=CzVkKooIyMM

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali, dal disagio sociale e la tematica giovanile. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, scrivere qualche riga qua e là su temi giovanili, personaggi femminili tragicomici e un po vintage, perchè mi piace così. Ad maiora

34 thoughts on “STORIE DELLA PIAZZA, DEL BAR, DELL’EDICOLA EQUIVOCA @ Avventure, ricordi ed emozioni degli anni 80/90

    1. Meno male che sono solo alcune, mi sarebbe dispiaciuto avere un blog che rende tristi, ahah 🙂 Beh, fa un pò strano scrivere queste storielle (di questo filone) perchè sembrano accadute ieri mattina e invece di acqua sotto i ponti ne è passata un bel pò…non se ne esce più da questi pensieri

      1. tristi? no solo malinconici, di quando eravamo giovani senza un soldo con tanti ideali forse pure un po’ sfigati….machetempi cavolo!

        1. Infatti il gioco della felicità era proprio quello, non avere un soldo o sperare di andare a scrocco. Però il fattore giovanile gioca un ruolo dominante, vero, poche balle. C’erano tante cose da fare con poco, bastava un tavolo da bar, quattro sedie e gente giusta per passare ore, giorni, mesi, anni. fino alla consapevolezza che crescere era la truffa più colossale, la fregatura massima

        2. già, la fretta di crescere per poi accorgersi che è na merdaccia a partire dal lavoro, schiavitù moderna per come è congeniato….uff

        3. Esatto, devi stare inquadrato finchè muori. Quindi i tempi sopra descritti rimangono un meraviglioso arcobaleno di libertà. Libertà dal web, quello che ha fatto finire tutto. Internet rovina dell’umanità

        4. altro che la religione è l’oppio dei popoli….siamo ben oltre con il web

        5. a si si….ha dato voce a chi straparla senza nulla conoscere, peggio a chi disconosce non conoscere. è un tarlo maligno, speriamo rosicchi così tanto l’infrastruttura da ucciderla, tipo il male che uccide se stesso….potrebbe essere una soluzione!

        6. Esatto, ma come la storia insegna nessun impero del male dura per sempre, il vero impero del male e non quello, l’evil empire, descritto da Reagan e i suoi sgherri 😀

        7. infatti…prima o poi ci sarà il collasso. Reagan è andato come andranno giù tutti i veri imperi del male! durante l’amministrazione R il divario di reddito tra bianchi e neri aumenta a dismisura e le carceri si riempiono di neri e ispanici…..che ne vogliamo parlare? Questo è il male assoluto!

        8. Infatti e oggi è uguale anche se cercano di nasconderlo con rivoluzioni pilotate e gestite dai soliti noti per confondere quelli che guardano i telegiornali o i famosi che grazie ai social possono dire la loro(quelli della randellata nei denti ) 😉

        9. rivoluzioni? ma per favore, massa di zombie col collarino per cani…schifo, ribrezzo…e un me ne fotto di quattro ciarlatani indottrinati…..se bevano pure i Mb e i Gb, si ubriachino pure … prima o poi schiopperà tutto

        10. Certo che scoppierà e di brutto, però non so ancora se voluto o perchè scapperà loro di mano. Su questo sto ancora indagando nel minimo di info che si hanno a disposizione

        11. la prima ipotesi è possibile quanto laseconda….una cosà però è vera e non probabile, l’entropia, qualsiasi sistema si muove verso l’entropia….

  1. in un veloce momento di pausa ho riletto il racconto.. questo ricordo di “cose belle e semplici” apre sempre spazi di bellezza dei ricordi, malinconia sana tra il “cresciamo.. cazzo no.. restiamo così per sempre”. Ora si torna a lavorare tra la gente triste però dai.. mi hai fatto ripensare all’odore tipico di certi bar che non sento più. Ciao Albert 😉

    1. Il problema, se si può chiamare tale, era non capire l’epoca unica e irripetibile che si viveva, capire l’attimo. Che non sarebbe tornato mai più. Come quest’attimo e i futuri si capisce la perdita solo quando il pericolo è scappato. Pericolo che si chiama realtà. Però lavorare con i tristi, che peccato, meglio farsi un giro in bar ad ascoltare assembramenti di ubriachi. Ma i bar sono chiusi…quelli di una volta erano sempre aperti. Ommm caos 🙂

      1. “Oomm”.. faccio yoga tutti i giorni e non aiuta molto, nel momento attuale. Sai che c’è? I bar son chiusi? Troviamo un bosco, perdiamoci e ti offro una birra, lì😉

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