Aforismi e racconti @ STORIE DI PLASTICA

STORIE DI PLASTICA

 

Racconto favole, scrivo storie a volte serie.

A volte stupide.

Danno un volto a tutto quello che vorrei e non c’è.

La realtà sognata esce parlando attraverso un ticchettio su tasti di plastica.

 

A. 11/4/2021

 

http:/https://www.youtube.com/watch?v=knxvIuu3nck

 

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

19 thoughts on “Aforismi e racconti @ STORIE DI PLASTICA

      1. sono belli e interessanti questi intervalli che appaiono tra le storie che racconti, con i loro tempi, dialoghi, storie. Sono tante sfaccettature, diverse.

        1. Invece è un casino perchè le storie dovrebbero essere messe in file diversi per ogni genere/personaggio e non in ordine cronologico, vanno a puntate, cavolo. Dovrei pagare qualcuno che mi metta in ordine, io non so fare 🙂

        2. parere da lettrice, le seguo senza problemi ma.. se trovi un genio che ti sistemi buon per te 😀

        3. Ah beh, magari vivo io di paturnie 🙂 E anche trovare qualche bravo disegnatore di soggetti per essere libero di fare quello che voglio senza problemi di copyright 🙂

        4. Dai ci sta.. ognuno vuole rendere “casa propria” accogliente e il più vicino possibile all’immagine di sé 😊

        5. Non solo, se vuoi vendere pezzi devi avere immagini tue e non di altri. Puoi anche farlo ma se ci guadagni sopra e l’incauto autore se ne accorge ti fa storie (giustamente, ovvio)

        1. Qui giornata grigio topastro, umidità da paura, vento e umore pessimo. Quel domani é Domani. Daje Kompa

        2. Mi viene in mente l’inno della DDR, gloriosa Germania Est, Auferstanden aus Ruinen, rinascere dalle rovine. Là c’era un certo signor tovarisch Ulbricht, qua draghi. Penso ci siamo capiti

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