ELETTRICA SUBSONICA @ Riflessioni approfondite SUBSONICHE di ragazze di provincia

 

 

ELETTRICA PARANOICA SI PARLA ALLO SPECCHIO

 

Elettrica era davvero intenzionata ad abbandonare il sentiero di guerra per abbracciare quello dell’apertura verso il prossimo.

Dopo parecchi anni di ermetismo, di chiusura nei confronti dell’inutile umanità, gli adulti e i suoi sciocchi coetanei.

Cavolo, quelli poi, non li poteva sopportare. Le piaceva imitare le sue, secondo il suo punto di vista, sciocche compagne di classe.

Ragazzi, divertimento, moda, sesso, festini, casino, casini promiscui.

Già, quelle sgualdrine erano state capaci di tutto pur di avere quello che le comodava. Lei invece no, non aveva mai osato nulla, lei aveva un carattere d’acciaio, nulla poteva scalfirla, nulla poteva comprarla.

Nulla poteva amarla, nulla poteva invitarla, parlarle. Ma questo era un lato che aveva capito quando si era trovata isolata dal resto della classe, quando era troppo tardi.

Menava…bastonava…alzava le mani a scuola.

Già, menavo chi rompeva, si diceva Elettrica quando parlava a sè stessa riflessa nello specchio.

Quando faceva i suoi monologhi solitari si spazzolava i lunghi capelli rossi e si copriva il viso, per nascondersi, per non vedersi.

Qualche volta lo aveva fatto senza vesti per essere quasi obbligata a vedere lati di sè che non voleva vedere.

Quando il vento le accarezzava la pelle nuda sentiva un desiderio quasi VOLGARE di sentirsi amata che qualcuno la prendesse così come era per…

La fantasia galoppava, eccome se galoppava.

Elettrica aveva una fantasia infinita per certi argomenti…tabù. E tabù rimarranno se non ti svegli, scema, si era detta una volta facendosi gestacci riflessi allo specchio.

Il mondo se ne frega delle stupide come te che vivono di falsi ideale, buone solo per i gonzi e gli illusi. E niente, quando faceva così le saliva un’incazzatura solenne, le veniva ANSIA, si metteva a piangere, ma solo un pò.

Non permetteva alle stupide lacrime di avere la meglio ma…al diavolo!

Ora di cambiare un pò, quindi diventare più frivola. Faceva parte della CURA, cambiamento, cambia rossa o striscia e piangi come una sclerata ragazzina liceale. Si era augurata di crepare, il suo riflesso aveva fatto lo stesso.

 

ELETTRICA SUBSONICA

 

 

Un soleggiato pomeriggio la temibile ragazza rossa se ne stava seduta fuori dalla sua casetta con una maglietta a maniche corte militare e dei pantaloncini corti corti che mettevano in risalto le lunghe gambe allenate da ciclista.

Da guerriera mancata, per il momento.

Alle orecchie i suoi amati Subsonica le trasmettevano musica, testi e parole…godeva, amava, adorava. Il nome le dava un messaggio di potenza, SUPERSONICA sarebbe stato più indicato.

Il sole, bello caldo ma i moscerini le morsicavano le caviglie…

…Elettrica era in un piacevole dormiveglia…una bella bomba al napalm, pensava…bombe…magari una bella alla canapa, sotto forma di erba…

…erba…e un bel ragazzo rasta…quello dell’altra volta…fammi fumare altro…oh magari…mmhhhh…andiamo a parare sempre lì…lasciarsi…

…lasciarsi andare…godere…amare…FARSI FARE...farsi…fare…

Elettrica, presa dalle sue fantasie SUBSONICHE, si addormenta e…e zak, una zanzara le passa sotto il naso e…HELP ME NOW!

Ele si sveglia di soprassalto, gli auricolari le volano via dalle orecchie, perde l’equilibrio e cade dalla sedia a gambe all’aria. Ahia, le chiappe, maledizione e…due ragazzi passano giusto GIUSTO IN TEMPO per vederla con le gambe per aria.

Un fischio, guarda quella rossa, EHI FIGA! Faccela…Elettrica lancia un grido e scappa a quattro zampe dentro casa chiudendo la porta con un piede.

Fuori il concerto di “EHI TORNA FUORI! BELLISSIMA!!!!

Elettrica si mette a ridere e ride fino a piegarsi in due.

Forse come non mai.

 

Albert 12/4/2021

 

 

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

18 thoughts on “ELETTRICA SUBSONICA @ Riflessioni approfondite SUBSONICHE di ragazze di provincia

  1. Elettrica che ride!! eheheh Questa narrazione l’ho davvero amata, è scritta con una “carezza” in più.. si vede che forse Elettrica comincia a farsi toccare, per davvero..

      1. mi vien da pensare… se passa dal pensiero all’azione.. sai che ridere.. uuuuu!!!! ahahaha 🙊

      2. ahahahahahahhahahahahahahahhah! si vede eh.. per lei provi qualcosa di speciale! :-p

      3. Aiuto! Non avevo minimamente pensato alla possibilità! Menomale 😂

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