IL BAR STELLA, MOLESTIE SESSUALI, PETTEGOLEZZI DI RAGAZZE E LA PRIMAVERA @ Racconti e novelle di bar di periferia degli anni 80/90

 

STELLA VIENE MOLESTATA

 

La primavera abbelliva la piazzatta e i suoi alberi di foglie verdi novelle, di profumi di fiori, di gente rilassata, sorridente, in maniche corte, gonne svolazzanti, sorrisi per tutti.

La gente AMAVA la primavera, uscire, divertirsi, BERE qualche cicchetto, aperitivo, prendere il sole seduta ai tavoli dei bar.

Il bar Stella, situato all’angolo tra la strada periferica e la piazzetta non faceva da meno.

La bionda Stella aveva tirato fuori i tendoni e gli ombrelloni che reclamizzavano una marca di gelati.

Un caffè, un caffè corretto, un acquetta, un’acqua e menta, uno spritz, una birra, un amamro, due amari, cinque birre, due bicchieri di rosso ecc. Stella correva dentro e fuori come una forsennata.

 

Ma il lavoro…era lavoro gente. A volte si sedeva fuori un minuto e subito dopo altro giro altra corsa. Se vuoi la bicicletta devi pedalare, bellezza.

Sei proprio una gazzella adatta per questo lavoro, sei veloce hai le mani fatate, le aveva detto verso l’ora di pranzo un cliente che si era già fatto fuori cinque bicchieri di rosso

Io veramente mi sto laureando in giurisprudenza, aveva detto stizzita e poi non sono una gazzella, ma una ragazza che lavora.

Il tipo si era messo a ridere e l’aveva presa al volo stringendola a se con un braccio attorno alla vita. Stella, non aspettandoselo, aveva gridato.

Dai, non fare la difficile gatta selvatica, mi piaci e noi due potremmo…Non aveva finito la frase perchè gli aveva mollato una sberla.

Lui però non aveva mollato la presa e aveva cercato di baciarla ma si era divincolata dando un colpo di gomito e si era liberata dalla presa del cobra.

Corsa nel retro aveva preso una scopa e aveva minacciato il molestatore di rompergliela sulla testa se non se ne andava dalle scatole.

Lui se ne era andato barcollando facendole vedere un dito con fare minatorio. Non finisce qui…non finisce.

E INVECE FINISCE QUI, aveva gridato lei battendo il manico in a terra. Altri clienti che avevano fino a quel momento guardato la scena erano intervenuti e mandato fuori lo spasimante maniaco.

Grazie, ma sapevo difendermi da sola, aveva sibilato piangendo ai soccorritori tardivi.

Un paio di volte erano capitati questi episodi, ubriaconi coraggiosi solo col bicchiere, viscidi e meschini da sobri. Stella non si era mai fatta prendere dallo sconforto.

LE RAGAZZE DELLA NOSTRA COMPAGNIA CON LA SINDROME DI PETTEGOLEZZI

 

Ho le palle anche se sono femmina, aveva detto la ragazza nel pomeriggio al nostro caro amico Checco che aveva saputo degli avvenimenti del mattino. Non sarò uno stronzo a mettermi K.O.

Le GIRLS della nostra piccola compagnia avevano applaudito

YUUUUHHHH W STELLA! STELLA MITICA!! GIRL POWER! MASCHI PERVERTITI MANIACI SESSUALI AL ROGO! 

Il Checco era rimasto male a quelle parole e aveva brontolato di non generalizzare con questi slogan da frustrate.

Stella aveva zittito Vale, Michy e Katia e aveva dato un bacio sulla guancia al nostro amico. Grazie per le tue parole Francesco, gli aveva detto.

Checco era diventato viola per l’emozione e le nostre girls avevano fatto spallucce e e avevano commentato sarcasticamente l’accaduto.

Adesso quello comincerà a vantarsi di avere una tresca con Stella, aveva commentato a bassa voce Katia con una smorfia. Michelina si era messa a ridere, questo lo pensa lui che è un poveraccio.

Il classico maschio che cade ai tuoi piedi se lo sfiori con una carezza e…pssst…blablabla.

Ehi, che cavolo state dicendo voi, sceme perfide si era lamentato il povero Checco imbronciato.

Checco ha una storia, Checco è innamorato ATO ATO. lo avevano canzonato. Si, dite così perchè volevate essere voi al posto suo, era intervenuto Piero lo yuppie accendendo sorseggiando una birra con aria da figo del saloon.

Katia si era messa a ridere ed era corsa verso Checco abbracciandolo forte. Non è vero, scemo, lui vuole bene e me, vero?

Dai, dillo!!

Checco, preso di nuovo alla sprovvista era rimasto di nuovo senza parole. Il contatto con il corpo caldo della compagna di classe lo aveva spiazzato e…

Inutile che fai tanto la smorfiosa, aveva detto Michy Toffee con malizia. Lui ama Stella e tu sei fuori e…blablablaBLABLA.

La scuola volgeva al termine, un altro anno scolastico se ne andava e così la classe IV.

Il liceo, gli amici, il bar, la piazzetta e il parco bastavano come nostro mondo ideale perfetto.

Il dopo sarebbe venuto nella nostalgia del primo.

Albert 24/4/2021

 

http:/https://www.youtube.com/watch?v=scQgVfyr8zY http:/https://www.youtube.com/watch?v=Ee46bl4MTuw

 

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

15 thoughts on “IL BAR STELLA, MOLESTIE SESSUALI, PETTEGOLEZZI DI RAGAZZE E LA PRIMAVERA @ Racconti e novelle di bar di periferia degli anni 80/90

  1. Adesso c’è la nostalgia per qualcosa che é andato e non torna più. Il piccolo mondo perfetto della giovinezza

        1. Mi ricordo di alcuni programmi riguardanti storie vere di stalking su ragazze che lavoravano in bar, locali che finivano tristemente con l’omicidio della sfortunata per gelosia, abbandono o altre vigliaccherie squallide…

        2. su certe cose il confine è molto labile e diventa complesso parlarne online perchè si rischia di giungere all’erronea comunicazione del messaggio “se l’è cercata”.. (vedi un pò cosa sta succedendo nella cronaca, nei giorni recenti).. Nella mia scuola un professore (più di uno in realtà, ma uno è finito in carcere per molestie), questo tizio sai che faceva.. rubava il cellulare della vittima di nascosto (considera che erano i primi telefonini che noi tenevamo un pò alla cazzo.. non vivevano sempre attaccati su di noi, come accade ora).. prendeva il numero e cominciava con messaggi anonimi e telefonate.. poi era tutto uno stringere in maniera forte e assurda le braccia, tenere ferme le gambe.. bloccare al muro.. Era una scuola femminile.. se provavi a dirlo alle prof donne, loro dicevano che sicuramente avevi sbagliato a capire.. che “quello è uomo.. una ragazzina che vuole capire” e blablabla..
          Vai a capire dove sta il confine..

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