IL RICORDO DI PACMAN VIVE NEL BAR STELLA @ Giocavo anche io ai videogiochi nei bar rionali

 

STELLA PENSA DI RIMETTERE PACMAN IN BAR

Stella era la padrona del bar omonimo tra la piazzetta dei platani e il piccolo viale di periferia. Nella parte del bar dove stanziava il caro flipper e l’ombra del vecchio Pacman era giorno di pulizie.

Pacman se ne era andato già da un pò ti tempo ma il nuovo gioco arcade, un guerriero fantasy che ammazzava draghi e folletti malefici non prendeva, non accendeva entusiasmi come la cara palla gialla che mangiava i fantasmini. 

 

 

Stella non capiva se era l’abitudine della gente al solito scontato, CHI LASCIA LA STRADA VECCHIA PER LA NUOVA non sa quel che trova, oppure paturnie nostalgiche. Colpa del prezzo troppo alto per una singola partita? Forse il personaggio moriva subito, era difficile, ci si stufava facilmente?

Il tempo dei giochetti elettronici da bar è finito, Stella, le aveva detto un cliente una sera che la bionda barista brontolava che nessuno si filava il gioco fantasy. Che gioco devo mettere allora sbuffava lei?

Rimetti Pacman aveva suggerito con un latrato Tango, completamente sbronzo avvolto in fumo da sigaro. Pacman…Pacman…quando c’era non lo filavate manco quello. Ma era un segno del tempo andato, un buon amico,

ERA UN BUON AMICO. UN AMICO FEDELE!

Si, un amico che mangiava corrente, facile dire ste cose quando non si può fare più niente. Tutti bravi a fare prediche con le chiappe degli altri.

 

STELLA STELLINA PACMAN NON SI AVVICINA

 

Il giorno dopo, dopo profonde riflessioni aveva staccato la spina del gioco fantasy, al diavolo, mangi anche tu corrente per niente. Quindi aveva telefonato al TIZIO del noleggio videogiochi arcade quello che aveva un debole per il suo davanzale, il maniaco guardone.

Il guardone però sembrava infastidito.

Come come? Vuoi dare via il gioco nuovo per quel cesso di Pacman? Beh si, che c’è di male, si era difesa Stella. Aveva sentito un suono di fuoco e uno sbuffo.

Quello si accende sigarette mentre parla con me, somaro, aveva pensato Stella Stellina. Mi dispiace non ce l’ho più. Risposta secca come un latrato.

Beh procuramene un altro. Non si trova più, quei rottami li hanno buttati via, oggi si noleggiano solo giochi nuovi. Siamo negli anni Novanta Stella, non nel 1984. Niente da fare. Occasione persa bellezza aveva detto Pacman materializzandosi magicamente, mettendole una mano sulla spalla. Indietro non si torna.

 

Il vento caldo della bella stagione entrava dalla porta aperta, noialtri della IV B eravamo entrati per un paio di birre, le solite, da dividere in sei. Ciao Stella! Stella si era ripresa dalle sue solite visioni, hey ragazzi, ciao!

Indietro non si torna.

Albert 11/6/2021

 

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, incontrare, amare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, cantare per la gioia dei vicini e scrivere qualche riga qua e là. Perchè scrivere crea emozione e spero anche la dia anche all'errante approdatore di questo spazio. Ad maiora

7 thoughts on “IL RICORDO DI PACMAN VIVE NEL BAR STELLA @ Giocavo anche io ai videogiochi nei bar rionali

      1. Sicuramente resterà con me per sempre perché è stata la prima consolle portatile che mi hanno regalato, 😉. Caspita, che bravo! Ci vuole davvero tanta bravura perché sembra un gioco facile ma se i fantasmini iniziano a circondarti o a chiuderti negli angoli… game over.

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