IL BAR STELLA E L’EDICOLA A LUCI ROSSE DELLA PIAZZA @ Racconti e avventure di periferia degli anni 90

IL BAR STELLA E L’EDICOLA A LUCI ROSSE DELLA PIAZZA

Stella tambureggiava le dita sul tavolino esterno del bar fissando dalla parte opposta dell’edicola del signor Gianni, quello che aveva il lato esclusivamente pieno di giornali a luci rosse nel lato del suo bar.

Non che fosse un male, la gente si sedeva, consumava da bere e guardava lo show V.M. 18 a pochi passi.

Prima bevi il tuo aperitivo, guardi, scegli con la coda dell’occhio la rivista o film che ti piace. Vai a prendere il giornale e farfugliando…

…balbettando chiedi anche altro e lo metti dentro il quotidiano.

Le jeux soint fait, semplice

Una mano lava l’altra, ragazza, le aveva detto il viscido Gianni che l’aveva invitata anche a cena in un locale sulle colline ma lei aveva detto di no più o meno educatamente. Il tipo era un pervertito, si era capito.

Stella Stellina non lavorava molto d’estate, la gente andava in ferie, i ragazzi della scuola andavano con i loro genitori, prigionieri dei loro genitori, in qualche baraccone balneare a rompersi le scatole oppure studiare per gli esami di riparazione a settembre.

Quei ragazzi liceali che venivano sempre…non venivano più molto a parte un paio…peccato, erano così carini nei loro discorsi semplici, da sognatori sedicenni. Beati loro.

DOVRESTI PRENDERTI UN BAR SULLA SPIAGGIA

Il misterioso Tango era seduto poco distante da lei, fumava quei sigari puzzolenti ed era già mezzo sbronzo.

Ci dava di cicchetti pesanti già di mattina il caro Tango, ma era una persona buona, che filosofeggiava spesso sulla vita, sulla morte, sull’essere o non essere.

Insomma rapiva la sua attenzione. Certo, se si fosse tagliato quel barbone da emule di Castro o Marx…o si fosse lavato un pò ci avrebbe fatto anche un pensiero sopra per una notte d’amore.

Forse andava anche bene così, il principe azzurro è un’utopia cara Stellina. Prendi in gestione un chiosco sulla spiaggia, Stella, sono tutti là, le aveva detto. Stella aveva alzato le spalle, la fai facile tu, ci vuole il grano e io non ce l’ho.

Tango aveva sorriso sorseggiando il quinto amaro del mattino. Investi oggi per ottenere domani, ragazza. Là fai i soldi non qua in piazzetta sopravvivi ma non ti arricchisci.

Stella odiava quando riceveva questi consigli perchè sapeva che erano giusti, lei stessa ci aveva pensato spesso, ma non ne aveva mai avuto il coraggio di cambiare vita, di osare tanto.

Ho 25 anni, sono troppo giovane per fare ‘ste robe, dovrei trovare un socio facoltoso, cavolo, aveva brontolato la bella barista dando un pugno sul tavolo.

Posso essere io tuo socio, aveva ribattuto Tango sbuffando verso il cielo fumo di sigaro. Stella si era messa a ridere, tu? Dai, dai, non diciamo scemenze.

Aveva poi guardato quel pervertito dell’edicola, lui i soldi ce li aveva, avrebbe potuto chiedere di fare società.

Avrebbe voluto una notte d’amore in pegno?

Se? Quanti se, poca sostanza.

Il vento caldo dei platani passava sui sensi e i sentimenti degli umani come un soffio di oziosa noia.

Albert 19/7/2021

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali, dal disagio sociale e la tematica giovanile. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, scrivere qualche riga qua e là su temi giovanili, personaggi femminili tragicomici e un po vintage, perchè mi piace così. Ad maiora

21 thoughts on “IL BAR STELLA E L’EDICOLA A LUCI ROSSE DELLA PIAZZA @ Racconti e avventure di periferia degli anni 90

  1. che mi hai fatto pensare.. “quel” lato dell’edicola.. il lato proibito 😀 ora.. neanche più quello sfizio hanno i ragazzi 😀 e vabbè mi preparo al lavoro del pomeriggio e approfitto della tua musica! 😀

    1. Ahahhaha quel lato dell’edicola era il lato dei sogni proibiti, ammazza c’era la fermata dell’autobus e questa, come tante altre, edicole col lato rivolto verso quelli che aspettavano la corriera 😄 Reclami di persone contro la vecchietta che gestiva l’edicola, robe sconce. Pensate ai bambini ahaah. Ogni tanto si dimenticava di chiudere bene e fregavamo i giornali osè, si scappava sul bus e adiós col bottino 😃
      Questa cover di Alice di un’altra vita di Battiato è una meraviglia, un inno. Con la prima macchina mettevo su la cassetta di Gioielli rubati a manetta finchè il nastro rimase incasinato dentro sfasciandosi. Ah…altro che MP3, minchia 😊

      1. rido sai perché..
        Perché dovresti considerare la “versione/idea” delle ragazzine, su quei giornaletti.. Tipo.. rubarli in classe dal giubbino dei ragazzi (le tenevano arrotolate nelle tasche o nella spalla del cappotto) ahahahahahaha cose meravigliose!
        UUUHhhhh… quei magnifici nastri incastrati.. metafora generazionale, proprio. Mannaggia a te 😀 mi fai pensare a una caterva di cose 😀

        1. Ahahah, anche se con chiaroscuri la ns generazione aveva dei lati molto divertenti. A parole oggi ovvio, all’epoca avere la radio ingarbugliata di nastri era una tragedia. Restava e resta,fino a 10 minuti fa, il fido giradischi 😃
          Avevo qualche giorno fa preso un album degli Smiths, ristampa con cover diversa e messo sul tavolo. Un ragazzino amico di amici lo guarda e mi fa Albert che cos’è questa roba rotonda 😱 alla malora tua…roba rotonda 😱😱😮😮😅

        2. Sarà ma mi ritengo molto,molto fortunata per essere stata l’ultima generazione a salvarsi 😂 Lo dico -sempre- e senza voler fare polemica o la terrorista (come spesso mi chiamano); parlano i fatti😊
          La cassetta che si gira o il nastro che esce e la penna che non hai, per tirarlo dentro restano un must😂
          “Alla malora tua” mi ha steso, giuro!😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
          Comunque potrei raccontarne quante me vuoi.. tra i figli degli amici, i pazientini in studio.. Quando vengono a casa mia.. è sempre un dramma 🤣🤣🤣 essendo io una vecchia signora, dentro 😂

        3. Oh la terrorista, mi piace, si addice alle red come scritto più volte 😉
          Se proprio di un articolo del passato che non ho nessuna nostalgia, pur avendo due cassoni pieni, sono proprio le cassette a nastro e idem per i VHS. So che le stanno ristampando perchè tutte le cose prima o poi tornano (tutto torna tuttissimo in tutti i sensi). Capisco bene la bellezza dell’album in LP ma in MC sinceramente anche no 🙂
          La vecchia signora, però. Anche a me nei temi hanno detto che il maestro è buono, vecchio e spesso grida e si arrabbia. Mi vedranno come il nonno matusa ahahah…sigh che dramma, c’ero rimasto quasi male ahah

        4. Ahahaha eh sì.. terrorista perchè mostro il lato oscuro delle cose.. tipo alle coppie che vogliono adottare… A quelle che devono separarsi.. ai genitori tutti.. e parte il “che terrorista dottorè”😂
          In verità mi danno della sirenetta, principessa .. ah.. fatina dei boschi ma si sa.. i bambini e certi adulti abusano di sostanze e zuccheri.. il che porta alle allucinazioni 😂😂😂
          Sono old dentro.. non mi piace il tempo moderno e la tecnologia .. le cose che corrono al di là di te.. voglio correre io.. Ma… a modo mio 🙈
          Naahh.. non sei matusa Maè..

  2. Nono c’è un commento che non sta nè qui nè in spam.. è successo anche un altro paio di volte.. ottimo!

      1. 😂 lo prendo per un segno del destino.. secondo me mi devo stare nu poco zitta🙊 😂 però era simpatico, giuro 😂😂😂
        Sarà per la prossima censura, Maè! 😁😁😁

        1. “A step”😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂 nono fidate che qua la lingua è lunga assaje proprio 😂 arriva prima lei, poi io 🙈🙄

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