LA PIAZZETTA DI PERIFERIA E IL BAR

LA PIAZZETTA DI PERIFERIA E IL BAR

Stella, nonostante la sua giovane età, era la padrona sia dei muri che del suo bar, lo aveva chiamato…BAR STELLA, ovviamente.

Aveva pensato nei primi tempi di farsi un logo, una grande stella con la S all’interno, tipo la S di Superman.

Aveva abbandonato presto l’idea dopo avere saputo quanto le sarebbe costato l’operazione per le rapaci casse del comune.

Il nome tipico di un bar di periferia anche se a differenza di altri, posti in luoghi più grigi e anonimi, il suo era vicino alla piazzetta alberata, quindi era ottimo.

Il dolce microcosmo degli occhi e dell’anima.

I tipi loschi e strani c’erano anche dalle sue parti, entravano e stazionavano nel bar, giocavano a flipper,  ma che ci posso fare, mica posso buttarli fuori, pagano e io con i soldi ci campo.

Così aveva detto la bella barman a uno dei suoi avventori scocciato dalla presenza di strani capelloni con giacche di pelle e borchie ai pantaloni.

La discussione, le discussioni andavano avanti tutto il giorno, lei doveva starci dietro ed ascoltare un pò e dire la sua anche se non era d’accordo sempre.

Gli avventori sono la tua famiglia, le aveva detto un vecchio gestore, anche se non ti piacciono parla ogni tanto son loro, ti pagano, sono quelli che ti fanno mettere assieme il pranzo con la cena.

E mi fumano tutto il giorno in faccia, sui capelli, sui vestiti, sulla mia salute aveva pensato fissando la nebbia padana.

Andassero a fumare fuori…al diavolo!

ADDOBBI NATALIZI IN BAR

Storia della piazzetta di periferia italiana

 

A Natale aveva addobbato il bar con le solite lucine simil cimiteriali che aveva trovato in un mercatino dell’usato a quattro soldi e messo qualche festone rosso e giallo.

Sopra la porta aveva messo una stella cometa e una scritta Buone Feste.

Basta così, con buone feste si augura tutto, dalla viglia alla Befana.

Adesso che era questo tempo si prodigava in numerosi PUNCH al rum, mandarino e BOMBARDINI caldi.

Andavano a gogò, fanno proprio un’atmosfera natalizia, diceva sempre quel buon diavolo di Tango dopo il quarto bombardino (più altri bicchierini prima dopo e durante) e tu…

…TU STELLA lascia perdere quelle decorazioni, sei tu quella migliore. Sai cosa?

Mettiti un pò di lucine addosso e sarai ancora più luminosa, aveva bofonchiato un tale Mario, dopo il dodicesimo punch…

…uno senza denti…uno che fumava come un turco…uno che ci provava sempre…

…DEVI AVERE PAZIENZA STELLA, pazienza, si diceva da sola.

Un giorno magari arriverà il principe azzurro che mi porterà via.

Il microcosmo della piazzetta e delle sue particolarità, diversità continuavano ad avere la meglio su ogni decisione presenta, passata e futura.

Albert 14/12/2021

 

 

 

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Sono un insegnante, attratto dalla cultura e dall'underground urbano e la sua musica, la periferia e le sue sfumature sociali, dal disagio sociale e la tematica giovanile. Amo la Natura, la letteratura del Novecento europeo, le avventure per ragazzi, i tramonti sulle valli e sulle lagune del mare d'inverno, le montagne, la neve, i boschi, il silenzio dove pensare, meditare, suonare e creare musica, collezionare dischi e libri, scrivere qualche riga qua e là su temi giovanili, personaggi femminili tragicomici e un po vintage, perchè mi piace così. Ad maiora

11 thoughts on “LA PIAZZETTA DI PERIFERIA E IL BAR

      1. A me l’ispirazione è venuta giusto oggi, e ne ho approfittato per pubblicare un post in cui racconto una parte molto personale della mia vita… spero che ti piaccia! 🙂

  1. Ahah scusa, ho risposto sul post sbagliato. Le storie della piazza, dei bar rionali, intesi come vita fanno parte del mio vissuto preferito e mi piace ricordarli con queste storie. Grazie, vado a vedere cos’hai scritto 🙂

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