IL NULLA NULLEGGIA

Una volta andare in treno era praticamente impossibile rimanere in silenzio. Oltre al fatto che dominava ancora seriamente la lettura sia di quotidiani che di libri, cari libri vi amo, POTEVI FACILMENTE attivare una conversazione con i tuoi compagni occasionali di viaggio.

Potevi anche avere una tresca a sfondo sessuale negli scompartimenti con qualche tipa che faceva cadere apposta qualcosa per terra per fare vedere il decoltè o di che colore fossero le sue mutande.

Nel mondo moderno invece non succede, almeno dalle nostre parti, più NULLA di tutto ciò. NIENTE più scompartimenti, rare letture, poche tresche erotiche e poche conversazioni. Meno quelle ovviamente dei soliti cellulari che stanno fottendo generazioni di essere umani condannati alla solitudine e al NULLA.

IL NULLA NULLEGGIA, LUI NULLEGGIA. NOI NULLEGGIAMO. ESSI NULLEGGIANO.

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La povertà oggigiorno, oltre che economica, è anche di natura umana. Viaggiando in treno su medie o lunghe percorrenze, si denota la scarsa attitudine dei passeggeri a guardare fuori dal finestrino o guardare le persone che sono accanto a noi.

Il paesaggio corre e cambia, in pochi istanti si passa da fiumi e campagne a centri urbani. Si vede la neve sulle montagne, gli alberi spogli. Impariamo a guardare anche le persone perse dietro conversazioni fredde oltre un display e interagiamo anche con un “bel paesaggio, vero?”

Si potrebbero avere sorprese insperate.