Intervallo delle 10.27 @ The break at 10.27

Nel tempo si potevano conoscere persone che non lasciavano niente in sospeso, soprattutto conti o questioni in sospeso. La nostra compagnia di amici o presunti tali, era di compagnia anche nelle vicende di classe, di scuola, di bagni della scuola e altri luoghi ameni, simili soprattutto per andare a fumare all’intervallo delle 10.27, appuntamento fisso. Chi non fumava si intossicava per andare a fare le sue cose già che non era tollerata alcuna legge antifumo, anzi se non fumavi venivi visto come sospetto.

Nel cesso maschile capitava spesso l’antipatica Sophia, quella con la PH e non con la F, permalosissima a livelli di ferocia, se qualcuno osava sgarrare con la questione del PH e verso la sua figura. Figura da SuperFIGA secondo il suo punto di vista (L’UNICO, uno a zero per me), scema per il parere di altri, sgualdrina per certuni, zoccola per parecchi tra cui Checco il Pilone o la stanga.

Sophia sapeva che quel super pirla del Pilone la insultava in maniera viscerale…glielo aveva detto anche in faccia, quella capra inutile. La povera vittima si era vendicata con l’aiuto degli altri (del suo ganzo) ma non era soddisfatta, mazza, con cavolo che lo era.

Il fatto di frequentare anche il cesso dei maschi non giocava granchè alla sua reputazione ma fumare nel bagno delle ragazze era un pacco bestiale. Tra le sue compagne non aveva gran fama di simpatia (il fatto di essere l’amichetta preferita del figo della scuola Marco per qualcuno, Mark per ancora meno, lo stronzo per quasi tutti. Ma…

…ma ognuno si costruisce la sua fama e gloria come meglio crede. Poi la fama, fasta o nefasta è una brutta bestia, piaci o non piaci, che possiamo farci?

Nella nebbia padana del bagno maschile, attorno alle 10.32, dato che si fumava in fretta e furia perchè la terza ora era occupata da quella di disegno geometrico, detta SCLERA, perchè era solita incazzarsi come una bestia a causa della puzza di sigarette che arrivava in classe dal cesso accanto.

Essendo una salutista di ferro se la prendeva con noi che, a causa del nostro vizio, sarebbe andata nell’oltretomba prima del tempo. Creperò in anticipo per colpa vostra, ragazzi moderni delle mie tasche, ai miei tempi vi avrebbero sospesi tutti. Se la prendeva di più con le femmine, con Sophia e Katia particolarmente perchè…

…perchè come cavolo potete andare nel bagno degli uomini a fumare quelle orribili sigarette in maniera PROMISCUA? Sono sicura che fate cose strane oltre ad incatramarvi di nicotina. Cose poco lecite, potrei aggiungere orge? E le guardava fisse negli occhi. Katia si voltava e si metteva a fare finta di scrivere, Sophia sosteneva per un pò lo sguardo a mò di sfida poi lasciava perdere con un cenno della mano. Poco da fare quei gesti, signorina o il suo voto in condotta precipiterà in fondo al nulla come fate voi quando intasate i bagni della scuola facendo precipitare quelle orribili sigarette.

Eh così insomma, alla SCLERA non andava chi fumava e nel nostro caso le era andato decisamente male, malissimo.

Se qualcuno chiedeva di uscire per andare a farsi una pisciata si faceva anche una sigaretta veloce velocissima così che l’odore di fumo continuava ad entrare in classe a ciclo continuo, senza sosta, senza pietà. In più ci andavano anche certi prof che trovavano il bagno degli studenti più adatto a fumare di quello purista degli insegnanti dal momento che c’erano altre colleghe anti tabacco…

…così si potevano anche controllare che certe studentesse, CERTE, non andassero a pomiciare con qualche pollo loro collega studente nelle pause pisciatorie o presunte tali delle mezze ore e non solo…come era già capitato. Forse era invidia?

Chissà, sentivamo che per una volta diventati adulti si rimpiangeva sempre i tempi scolastici, ma in quel momento non li rimpiangeva nessuno,

Avanti

Albert 16/11/2020

In un momento

Il momento sotto forma di presenza arriva, passa e si dissolve all’orizzonte in un movimento dell’occhio

Ieri pomeriggio passeggiando lungo il mare di novembre, mi sono messo a fare qualche foto alla laguna nebbiosa e silenziosa.

Immerso nei miei pensieri, appoggiato alla balaustra di questo ponte a fissare il paesaggio ormai quasi notturno, mi sono passati davanti una coppia giovane, sorridente e bellissima e nel tempo di realizzare quanto fossero belli, sono arrivati alla fine del ponte. Non ricordavo le facce, solo i sorrisi complici e innamorati.

La velocità dell’azione e la lentezza nel percepire quanto accade nell’attimo è un battito di ciglia.

A. 15/11/2020

Amore Segreto # Secret Love

Secondo voci di corridoio, dei vari lo sai che… ho sentito che, mi hanno detto che, non hai idea di quello che so ecc, pareva che nello sgabuzzino delle scope, stracci, detersivi, quello vicino al bagno degli insegnanti, si tenessero ogni tanto degli strani incontri maschio/femmina. Al chiuso e con la porta ben sprangata, con un manico di scopa spezzato che posizionato a terra e messo sotto la maniglia impediva per un “determinato tempo” che nessuno andasse a prendere oggetti atti a pulire il cesso accanto o altri cessi. Stranamente la bidella in seconda, l’addetta a tali opere, non era al corrente di niente, forse, chissà.

Nelle nostre riunioni pomeridiane al parco a fumare e bere di nascosto, pecunia permettendo, si parlava apertamente di tutto ciò. Insomma qualcuno andava a ciulare, a scopare nello stanzino delle scope accanto al cesso. Qualcuno chi mai poteva essere, borbottava il sempre sospettoso e permaloso Checco detto Pilone per la statura, forse io lo so replicava il Mauro detto Mauer, muro perchè una leggenda narrava che una volta aveva rotto un muro, un mauer appunto, con un pugno. in un momento di incazzatura solenne e sostenuta col mondo…

…Sarà sicuramente Marco che va a farsi gli affari suoi con quella ZOCCOLA.

Il Marco, detto Mark, Mark il bello o Mark lo stronzo (sempre in sua assenza ovvio) era il nostro compare di classe, il galletto, il fico, quello che piaceva a tutte. La zoccola invece era l’insopportabile e odiosa Sophia, con la PH, quella cui MAI ci si poteva permettere si scrivere il suo nome con la volgare F. Si incazzava come una iena. Un giorno Checco il Pilone le aveva detto appunto “hai poco da fare la sbruffona se uno ti chiama con la PH o con la F, rimani una povera stronza e zoccola. Corsa subito ad avvertire Mark questo lo aveva preso per il maglione e preso a calci, SEGA non osare mai più dire così alla MIA Sophy. Dietro…

…dietro alla SEGA la Sophia infame fumava e rideva prendendolo per il sedere a sua volta. Sei proprio una sega, ha ragione, diceva in nuvole di Marlboro scroccate qua e là ai pirla con malizia.

Insomma il mistero degli strani incontri nello stanzino delle scope venne svelato poco dopo la presa a calci del povero Checco Pilone. Il preside, il classico sfigato da piedi sul tavolo di presidenza e Muratti Ambassador filtro bianco fumate in quantità notevoli, grasso e pelato, il PRESIDE insomma, avvertito dalla bidella di misteriosi bisbigli e gemiti accanto il cesso insegnanti, era andato a verificare di persona. La bidella era al corrente che nella scuola c’era stato un suicidio anni prima e che il fantasma della studentessa vagava ancora nell’edificio. Quindi…

…quindi il fantasma gemeva dietro la stanza delle scope. Il preside accompagnato dalla bidella aveva bussato invano e alla fine aveva aperto la porta con la forza. Fra le scope e gli strofinacci Mark il fico/lo stronzo e Sophia con la PH e non con la F, stavano mezzi nudi a fare quello che non rientrava nella didattica del giorno. In più la studentessa stava fumando Marlboro rosse, il pacchetto infilato nell’elastico delle mutande a mezza gamba. Il davanti era libero, nascosto dalla mano del bel Mark che controllava se tutto fosse in ordine da quelle basse umidicce parti.

Tacc, chiamai genitori, taccc sospensione. Taccc cos’ và la vita ragazzi, chi non risica non rosica.

Il giorno dopo mentre dividevamo le sigarette prese al tabaccaio con una colletta, era capitato Marco con le mani in tasca e sigaretta ai lati della bocca. Eravamo trasaliti. Ehilà seghe, aveva detto, avete la prova che per me il sesso non è su Supermen o Le ore come per voi segaioli. Con noi c’era anche la Katia, una piccolina perennemente in depre, in depressione. Odiava Marco lo stronzo per via della sua spacconeria e amava noialtri più affini a lei. Più sfigati insomma. Aveva sfidato il bel Mark, BEN TI STA, coglione!

Mark non aveva replicato, preso alla sprovvista. Noi avevamo fatto il classico OOOHHHHH scuotendo la cenere delle sigarette a terra. Povera Katia, aveva bofonchiato il Mauer.

Mark il fico aveva fissato Katia e aveva sputato per terra e se ne era andato verso il bar della Stella dove si intravedeva Tango fumare i suoi sigari puzzolenti. Addio seghe!

Albert 14/11/2020

On air: True faith by The New Order (1987)